Sudan : Khartoum respinge l’offerta del Sud Sudan

Una nuova tassa sul petrolio, 3,2 miliardi di risarcimento e un referendum per Abyei

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Sudan : Khartoum respinge l’offerta del Sud Sudan

Il Governo di Khartoum ha rifiutato l’offerta sud sudanese avanzata nel corso dei colloqui tra le parti ad Addis Abeba. Il Sud Sudan aveva offerto un aumento della tassa sul transito del petrolio e un pacchetto finanziario del valore di 3,2 miliardi di dollari come compensazione per le perdite economiche subite a seguito della secessione del Sud. Juba avrebbe anche annullato il precedente debito di 4,9 miliardi di dollari per pagamenti sul petrolio mai ricevuti. L’offerta di Juba prevedeva, inoltre, il ricorso ad un arbitrato internazionale che, in tempi stabiliti, determinasse la frontiera tra i due Stati. Il Sud Sudan aveva anche proposto che nella regione di Abyei, contesa per le sue ingenti risorse petrolifere, fosse indetto un referendum per decidere l’appartenenza tra i due Stati da tenersi, entro l’anno, sotto l’egida dell’ ONU e dell’ Unione Africana.  Un referendum avrebbe già dovuto tenersi nel 2011, ma le parti non hanno mai raggiunto un accordo sull’identificazione degli aventi diritto di voto. Il Sudan ha però respinto l’offerta, ritenendo prioritario il raggiungimento di un accordo sulla sicurezza delle frontiere e la creazione di una zona demilitarizzata. Il Sudan accusa poi Juba di sostenere diversi gruppi ribelli sudanesi tra cui il Movimento Giustizia e Uguaglianza JEM e altri gruppi attivi nelle regioni contese del Blue Nile e del Sud Kordofan. Khartoum ha reputato impossibile il raggiungimento di un accordo globale, scegliendo di focalizzare l’attenzione sull’aspetto della sicurezza, ritenuto un “ prerequisito” per poter continuare le trattative. .
Il rifiuto arriva a meno di dieci giorni dal 2 agosto, limite imposto dalla Risoluzione ONU 2046 affinché le parti raggiungano un accordo sulle questioni petrolifere, territoriali e di spartizione del debito nazionale sudanese. L’ONU ha minacciato sanzioni non militari nei confronti di entrambi gli Stati qualora non rispettino la scadenza e intanto ha confermato la versione sud sudanese sull’episodio di Bhar el-Ghazal.
Lo stallo dei colloqui continua intanto a gravare sulla, già precaria, situazione economica interna sudanese, con un piano di austerity varato recentemente. La secessione del Sud ha infatti privato Khartoum dei proventi petroliferi, una delle principali fonti del reddito nazionale. A ciò va ad aggiungersi il costo che deriva dal tenere dispiegato l’Esercito su tre fronti, Blue Nile, Sud Kordofan e Darfur. Proprio dal Darfur arriva la conferma, da parte del Capo della Missione ONU in Darfur, UNAMID, che un elicottero delle Forze Armate Sudanesi è stato abbattuto dai ribelli durante uno scontro con le Forze governative. Il Governo sudanese ha negato l’abbattimento, ma  stando alle ricostruzioni dell’emissario dell’ONU in Darfur si assisterebbe ad un’intensificazione degli scontri tra ribelli e truppe regolari e tra le diverse tribù locali.  

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