Sudan : Richiamato a Juba il Capo delegazione sud sudanese
Il gruppo ribello SPLM-N smentisce colloqui politici con Khartoum
992
Mentre il Capo delegazione sud sudanese, Pagan Amum, è stato richiamato a Juba per consultazioni, il portavoce del gruppo sudanese ha dichiarato di aver concordato l’80% delle misure di sicurezza con la controparte sud sudanese. Le due delegazioni si trovano ad Addis Abeba per colloqui diretti, su mediazione dell’Unione Africana, UA. Amum ha accusato il Sudan di aver rifiutato la proposta dell’UA di creazione di una zona demilitarizzata lungo il confine tra i due Paesi, in palese violazione della Risoluzione ONU 2046. Il Sudan ha, infatti, chiesto che l’Esercito sud sudanese ritiri le sue truppe dalle quattro aree occupate a nord dei confini del 1956, l’area conosciuta come “14 Mile” , la zona di Samaha nel Darfur orientale e due aree nel Sud Kordofan. Il documento avanzato da Khartoum propone l’adozione dei confini del 1956, previsti temporaneamente dopo la firma dell’Accordo di pace del 2005, finchè una commissione non deciderà sui confini tra i due Stati. La delegazione sudanese aveva anche proposto una discussione “onesta” in merito al problema dei sostegno ai gruppi ribelli, dal momento che molti dei precedenti negoziati erano falliti a causa dell’accusa sudanese mossa a Juba di sostenere l’azione del SPLM-N e del JEM. I colloqui erano ripresi dopo il rifiuto sudanese dell’offerta sud sudanese riguardante soprattutto le questioni petrolifere.
Per quanto riguarda il fronte della lotta interna contro i ribelli, Khartoum aveva annunciato la ripresa dei colloqui politici con il Movimento di liberazione popolare del Sudan del Nord (SPLM-N) sulla base della Risoluzione 2046 e la firma di un accordo umanitario Il Segretario generale del gruppo ribelle, Yasir Arman, ha invece negato l’esistenza di questi colloqui politici, accusando il governo di Khartoum di politicizzare la pista umanitaria. Arman ha invece confermato i colloqui con il Gruppo di Attuazione ad Alto Livello per il Sudan, riferendo inoltre che l’accordo umanitario è in una fase di stallo perché il governo sudanese lo subordina al raggiungimento di un accordo politico e di un cessate il fuoco. Khartoum si era infatti opposta ad un intervento umanitario nelle aree del Blue Nile e Sud Kordofan controllate dai ribelli per timore che questi aiuti non giungessero alla popolazione. Tuttavia sia il Governo che i ribelli avevano accettato un piano proposto da UA, Lega Araba e ONU, per il monitoraggio della destinazione degli aiuti umanitari.

1.gif)
