Sudan: Khartoum accetta la roadmap dell'Unione Africana. Ma Juba accusa nuovi bombardamenti

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Sudan: Khartoum accetta la roadmap dell'Unione Africana. Ma Juba accusa nuovi bombardamenti

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Con una nota ufficiale del ministro degli esteri di Karthoum, giovedì il Sudan ha formalmente accettato la roadmap ideata dall'Unione Africana per evitare una guerra totale con il Sudan del Sud. Basato su sette punti, il piano concede ai due paesi fino al prossimo martedì per intavolare le trattative di pace e tre mesi per raggiungere un accordo. L'Unione Africana sta cercando di negoziare un accordo per la conclusione della controversia sul confine e sulla condivisione dei pozzi petroliferi. Mercoledì il Consiglio di Sicurezza aveva ratificato all'unanimità una risoluzione che condannava Khartoum e Juba per le violenze commesse e ha minacciato che avrebbe imposto sanzioni economiche qualora i due paesi non avessero imposto un cessate il fuoco completo in due settimane. 
ll ministro degli esteri sudanese, nell'accettare formalmente il piano proposto dall'Unione Africana e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, ha fatto però espresso riferimento alla legittima difesa, non escludendo quindi possibili operazioni militari in futuro. Ed ha sottolineato come Khartoum sia già impegnato nel rispetto di un periodo di pace con il Sud e spera che Juba questa volta sia pronta a cooperare con le decisioni delle organizzazioni internazionali. La replica del governo del Sudan del Sud è arrivata venerdì, con l'ennesima  accusa a Khartoum di continui bombardamenti del suo territorio.
Da quando il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza nel luglio scorso, le relazioni tra i due paesi restano estremamente tese. Karthoum e Juba non riescono a trovare un accordo sul tracciato della linea di frontiera tra i due paese e si accusano reciprocamente di alimentare ribellioni armate sul territorio altrui. Tuttavia è il petrolio il centro della questione: il Sud Sudan ha ottenuto, dopo l’indipendenza, circa tre quarti delle riserve petrolifere dell’intero paese, mentre gli oleodotti per le esportazione del greggio passano tutti attraverso il Sudan.

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