Sudan: violente proteste anti austerità. Giornalisti denunciano detenzioni
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Situazione sempre più tesa in Sudan. Le forze di sicurezza del regime di Omar al-Bashir sono impegnate nel reprimere le manifestazioni popolari contro le misure di austerità approvate la settimana scorsa, mentre giornalisti internazionali denunciano arresti coatti. I momenti di maggiore tensioni sono stati registrati giovedì, quando un gruppo di civili armati di macete hanno attaccato i protestanti a Khartoum, in una manifestazione che chiedeva le dimissioni del presidente sudanese, con la polizia che ha a stento riportato la situazione alla normalità. Al-Bashir ha dichiarato alla nazione la settimana scorsa che le misure di austerità, in particolare un brusco taglio dell'occupazione nel settore pubblico ed un aumento consistente dei prezzi dell'energia, erano necessarie per pagare i debiti contratti per il conflitto con il Sudan del Sud e per far fronte al calo dei proventi petroliferi. Le dimostrazioni sono iniziate domenica scorsa all'università di Khartoum, per poi espandersi in tutto il paese sulla scia della primavera araba con il motto "il popolo chiede un cambio di regime".
Saata Ahmed al-Haj, a capo della commissione dell'opposizione per la difesa della libertà e dei diritti, ha dichiarato che in centinaia sono stati arrestati e maltrattati, prima di essere rilasciati. "Io personalmente sono agli arresti domiciliari come molti altri membri dell'opposizione”, ha dichiarato a The Associated Press per telefono. "La nostra colpa è cercare la libertà, ma in Sudan è un crimine'', ha aggiunto. Anche i giornalisti accusano misure restrittive coatte da parte del regime. Il reporter egiziano per Bloomberg news, Salama el-Wardani, ha accusato di esser stata arrestata e detenuta per cinque ore insieme ad un'attivista sudanese, Maha al-Senousi, rea di aver ripreso la repressione della polizia della manifestazione di giovedì all'università di Khartoum. Dura la reazione dell'organizzazione americana Committee to Protect Journalists. ha intimato. Il portavoce Rob Mahoney ha dichiarato in una nota che i "giornalisti dovrebbero poter portare avanti il loro lavoro in modo libero ed indipendente. Chiedo al regime sudanese di nonintaccare la libertà di stampa internazionale".

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