Sulla foto virale della star dei "ribelli moderati" nelle carceri di Assad
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Che i detenuti nelle prigioni di Assad se la passino male, appare ovvio (dopo una guerra condotta dai “ribelli” dell’Occidente e delle Petromonarchie che ha già provocato 250.000 morti, ci sarebbe da meravigliarsi del contrario). Che l’Human Rights Council dell’ONU ci dedichi un Rapporto che solo di sfuggita accenna alla sorte alla quale sono destinati i civili e i soldati catturati dai “ribelli” è scontato.
Ma che a promuovere questo Rapporto, sia sulle TV italiane sia su internet, ci sia una foto - firmata dalla “star della Reuter” Abdalrhman Ismail (si veda il suo farlocchissimo e apologetico reportage sul "battaglione femminile Mother Aisha” - http://www.cbsnews.com/pictures/women-on-the-front-lines-against-isis/3/ - dei “ribelli” siriani che scimmiotta le, giustamente famose, donne combattenti curde) - che mostra un “prigioniero di Assad” sì bendato, ma con le mani slegate, ci sembra davvero troppo. A proposito, ma com’è che ora i carcerieri di Assad fanno fotografare (per giunta fa un reporter “pro-ribelli”) i loro prigionieri?
Francesco Santoianni

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