Sventato attentato a Putin
A meno di una settimana dalle elezioni presidenziali del 4 marzo che insedierà Putin al Cremlino per il terzo mandato, la televisione pubblica russa svela un progetto di attentato di matrice cecena contro la vita del primo ministro. Secondo le dirette confessioni dei due ideatori arrestati nel porto ucraino di Odessa, Ilya Pyanzin e Adam Osmayev, la decisione sarebbe partita direttamente dal leader militare ceceno Doku Umarov e sarebbe dovuta avvenire dopo il voto presidenziale in via Kutuzovsky, utilizzata quotidianamente da Putin per i trasferimenti da casa all'ufficio. Un portavoce del primo ministro, Dmitry Peskov, ha confermato la notizia all'agenzia di stampa Itar-Tass, ma si è rifiutato di commentarla.
L'indagine risale ad inizio febbraio, quando l'intelligence ucraina ha arrestato tre cittadini russi per terrorismo in seguito ad un'esplosione accidentale in un appartamento di Odessa. Nella deflagrazione lo stesso Pyanzin è rimasto ferito, mentre Osmayev ha confessato agli inquirenti il carico di esplosivi nascosto in via Kutuzovsky ed i video del convoglio del premier russo.
Anche se non ci sono dubbi sulla rielezione di Putin al Cremlino il 4 marzo, la notizia dell'attentato avrà sicuramente un peso importante nelle elezioni. L'imponente manifestazione dell'opposizione di domenica nelle strade di Mosca dimostra comunque la divisione della società civile russa: preoccupanti per l'entourage di Putin soprattutto il progressivo allontanamento della classe media dalle ragioni del regime.

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