Tasnim: Teheran avverte che se gli Emirati Arabi Uniti commettono un errore, «riceveranno una lezione che non dimenticheranno mai»

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Tasnim: Teheran avverte che se gli Emirati Arabi Uniti commettono un errore, «riceveranno una lezione che non dimenticheranno mai»

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Tutti gli interessi degli Emirati Arabi Uniti si trasformeranno in bersagli legittimi se Abu Dhabi dovesse fornire qualsiasi forma di sostegno ai nemici dell’Iran. È l’avvertimento lanciato da una fonte militare iraniana, citata dall’agenzia di stampa Tasnim.

«Finora non è stata dichiarata alcuna minaccia ufficiale da parte emiratina – ha precisato l’informatore – e quanto riferito finora sono solo notizie apparse sui media citando fonti. Ma se gli emiratini si faranno pedine di Israele e commetteranno un errore, riceveranno una lezione che non dimenticheranno mai».

La stessa fonte ha poi aggiunto: «Se gli Emirati Arabi Uniti intraprenderanno un’azione avventata, tutti i loro interessi diventeranno obiettivi per l’Iran e nessuna installazione emiratina sarà al sicuro». E ha sottolineato che il Paese arabo «sa di essere seduto in una casa di vetro molto fragile e debole», ricordando che «l’insicurezza è per loro un veleno assoluto». Infine, l’avvertimento più netto: «Se vorranno ripetere l’errore della guerra dei quaranta giorni, abbandoneremo completamente ogni moderazione e tratteremo questo nido di sionisti come parte integrante del regime sionista».

 

L’ESCALATION IN CORSO

Le dichiarazioni giungono in un contesto di crescenti tensioni tra i due Paesi. Oggi pomeriggio le autorità dell’emirato di Fujairah (EAU) hanno segnalato un incendio presso gli impianti della Fujairah Petroleum Industries, causato – secondo la loro ricostruzione – da un attacco con droni proveniente dall’Iran. Le difese antiaeree emiratine, hanno spiegato, stavano rispondendo alla seconda minaccia missilistica della giornata. Del primo lancio di quattro missili, tre sarebbero stati intercettati mentre uno è caduto in mare.

Sempre nella giornata di oggi, il ministero degli Esteri emiratino ha denunciato un attacco iraniano con droni contro una nave cisterna della compagnia petrolifera statale ADNOC, mentre attraversava lo Stretto di Hormuz.

Sul fronte marittimo, le forze iraniane hanno rinnovato l’intimazione a tutte le navi commerciali e petroliere di astenersi dal transitare nello Stretto di Hormuz senza un previo coordinamento con le Forze Armate che controllano questa via strategica. Inoltre, all’indomani dell’avvio del «Progetto Libertà» annunciato domenica dal presidente statunitense Donald Trump, Teherán ha ribadito di mantenere il controllo dello Stretto.

Le forze iraniane hanno imposto un blocco parziale dello Stretto di Hormuz in risposta a quella che definiscono un’aggressione congiunta e non provocata da parte di Stati Uniti e Israele contro il Paese persiano. Attualmente Teherán sta elaborando una normativa che prevede l’introduzione di pedaggi per il transito su questa rotta marittima.

LA TREGUA INFRUTTUOSA

Nonostante le ostilità, durate quasi quaranta giorni, abbiano portato a una tregua tra Stati Uniti e Iran lo scorso 7 aprile, le tensioni restano elevate a causa del fallimento dei negoziati di pace, dello scambio di accuse verbali e del blocco navale reciproco delle navi commerciali tra il Golfo Persico e il Mar Arabico.

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