Madia e Calenda, il ritratto della casta: Privilegiati al servizio delle lobby

2032
Madia e Calenda, il ritratto della casta: Privilegiati al servizio delle lobby

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Michele Blanco 
 
La Marianna Madia furba miracolata superraccomandata, non potendo essere ricandidata dopo 20 anni di parlamento, che fa? Cerca di essere rieletta con il partitino di Renzi,  uno dei mentori a cui è rimasta legata per sentire comune e spregiudicatezza. 
 
Ecco il mirabile ritratto che ne tracciò Piergiorgio Odifreddi nel 2014, a ricordarci anche cosa è stato il PD.
 
 "Alle elezioni del 2008, Walter Veltroni usa le prerogative del porcellum per candidare capolista alla Camera per il Pd nella XV circoscrizione del Lazio la sconosciuta ventisettenne Marianna Madia. Alla conferenza stampa di presentazione, agli attoniti giornalisti la signorina dichiara gigionescamente di “portare in dote la propria inesperienza”.
 
In realtà è una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni. E’ pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante. Praticamente  ha un solo merito essere la figlia di un amico di Veltroni, giornalista Rai e attore. E’ fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano. E’ stagista al centro studi Ariel di Enrico Letta. 
 
La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E fa scandalo per il favoritismo, come dovrebbe.
 
In parlamento la Madia brilla come una delle 22 stelle del Pd che non partecipano, con assenze ingiustificate, al voto sullo scudo fiscale proposto da Berlusconi, che passa per 20 voti: dunque, è direttamente responsabile per la mancata caduta del governo, che aveva posto la fiducia sul decreto legge. Di nuovo fa scandalo, questa volta per l’assenteismo. La sua scusa: stava andando in Brasile per una visita medica, come una qualunque figlia di papà.
 
Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura catapultata da lui nel suo governo: ministra della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere. Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana.
 
La riciclata ora rispolvererà l’argomento che aveva già usato fin dalla sua prima discesa paracadutata in campo: “Non preoccupatevi di come sono arrivata qui, giudicatemi per cosa farò”. Ottimo argomento, lo stesso usato dal riciclatore che dice: “Non preoccupatevi di come ho ottenuto i miei capitali, giudicatemi per come li investo”. Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi."
Aggiungiamo che la sua tesi di dottorato è  stata copiata.  Il caso della tesi di dottorato copiata da Marianna Madia emerse nel 2017, con un'inchiesta de Il Fatto Quotidiano che dimostrò la presenza di circa 4000 parole copiate da altri autori senza citazioni adeguate nella sua tesi del 2008 presso la Scuola IMT di Lucca. Ricordiamo che in totale la sua tesi di dottorato è  stata di miserevoli 95 paginette. Nonostante le accuse, non vi sono state sanzioni ufficiali o revoche del titolo.
 
Carlo Calenda è l’altro emblema perfetto di un establishment marcio, un uomo nato nella bambagia di una famiglia ricchisdima, che non ha mai conosciuto la vera  fatica e un vero lavoro, ma ha sempre vissuto di raccomandazioni e assoluti privilegi. Cacciato da ogni incarico ottenuto a suon di favori, dopo svariati fallimenti è stato tragicamente riciclato in politica, dove ha dimostrato di servire solo se stesso e le lobby che lo mantengono.  
 
Oggi, come un fantoccio al soldo degli interessi più sporchi, si è trasformato nel megafono dell’industria bellica, spingendo per alimentare il conflitto in Ucraina mentre il popolo soffre. Ma non basta: Calenda ha avuto il coraggio di definire i giovani under 30 come "desiderosi di dittatura", una menzogna infame e pericolosa, solo per distogliere l’attenzione dalla sua totale incapacità e inutilità politica e dalla sua complicità con un sistema che schiaccia il futuro delle nuove generazioni.  
 
È un uomo senza vergogna, un parassita della politica che aggrappato alla sua poltrona con ogni mezzo, tradisce ogni giorno i cittadini per servire i padroni del potere. L’Italia merita di meglio: merita di liberarsi di questi personaggi corrotti, che della democrazia hanno fatto un business e del bene comune uno zerbino per i loro sporchi affari.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

La vitalità delle piazze contro le politiche di morte di Giuseppe Giannini La vitalità delle piazze contro le politiche di morte

La vitalità delle piazze contro le politiche di morte

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti