Ucraina: le opposizioni minacciano proteste ad oltranza
Si attende a breve l'annuncio della Commissione elettorale di Kiev che confermerà la maggioranza a Yanukovich
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L’Ucraina è in fermento. I principali partiti dell'opposizione in Ucraina si sono radunati lunedì davanti alla sede della Commissione elettorale centrale a Kiev, mentre i funzionari governativi stanno ancora lavorando per annunciare i risultati finali del voto. La protesta si calmerà solo dopo il riconteggio dei voti nei 13 distretti, per sanare i brogli in favore del Partito delle Regioni di Viktor Yanukovich. L’accusa delle tre formazioni “Patria”, “Udar” e “Svoboda” che contestano il risultato delle legislative del 28 ottobre è chiara: “I nostri voti sono stati rubati”, gridano i rispettivi leader, davanti alle centinaia di sostenitori che si sono riuniti in loro sostegno.
Il Partito delle Regioni respinge le accuse e conta di mantenere la maggioranza assoluta nel nuovo parlamento confermando l’alleanza con i comunisti e integrando alcuni candidati indipendenti. Secondo i risultati ormai quasi definitivi, infatti, il Partito delle Regioni si aggiudicherà 187 seggi, i comunisti 37 e gli indipendenti, molti dei quali appoggeranno Yanukovich, 43; dall'altra parte il blocco d'Alleanza che fa riferimento a Tymoshenko 104, l'Udar di Klitschko 40 e l'estrema destra di Svoboda 37. La commissione centrale delle elezioni annuncerà solo il 17 novembre l'ufficialità delle elezioni.
Debole al momento la presa di posizione degli osservatori Osce. Dopo un primo rapporto subito dopo il voto di due settimane fa in cui si faceva riferimento alla presenza di brogli, oltre alle critiche su questioni come l'imprigionamento di Tymoshenko e la copertura mediatica non bilanciata a favore del partito delle Regioni, l'Osce ha assunto da allora un atteggiamento molto prudente.

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