Ucraina: russo lingua ufficiale. Nuova rissa in Parlamento e tensioni nelle piazze

Dopo l'introduzione della legge che introduce il russo come lingua ufficiale, cresce la tensione in Ucraina. E la Cedu condanna Kiev per l'arresto dell'ex ministro degli interni

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Ucraina: russo lingua ufficiale. Nuova rissa in Parlamento e tensioni nelle piazze

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La situazione in Ucraina diventa sempre più tesa, in seguito all'approvazione da parte della Rada di una legge che estende l'uso del russo come lingua ufficiale nelle regioni ucraine e, così com’era successo per il primo voto il mese scorso, scoppia la rissa tra maggioranza e opposizione. Dopo gli scontri della notte, permane la tensione in piazza e sono registrati nuovi scontri: circa 700 manifestanti si sono riuniti nel centro di Kiev proprio dove doveva tenersi la conferenza stampa di Yanukovich. La crisi si sta presto estendendo dalla piazza alla Rada: il presidente del parlamento Volodymyr Lytvyn ha annunciato la volontà di dimettersi e altrettanto ha fatto il vicepresidente Mykola Tomenko.
Inoltre, secondo la Corte europea per i diritti umani, l'arresto in Ucraina dell’ex ministro degli interni nel governo di Julia Timoshenko, accusato di abuso di ufficio, non ha argomentazioni valide e ne viola i diritti. L’Ucraina è stata condannata pagare un risarcimento di 15 mila euro per danni morali a Yuriy Lutsenko. Per l’avvocato della difesa dell’ex premier ucraino, una decisione storica e un precedente importante: “La Corte europea dei diritti umani”, commenta Sergiy Vlasenko, legale di Iulia Timoshenko, “per la prima volta considera come motivate politicamente le persecuzioni criminali in Ucraina”. Kiev ha già annunciato ricorso per un verdetto che precede quello per l’ex premier ucraino. “La signora Tymoshenko, come qualsiasi altro cittadino, ha diritto ad appellarsi alla Corte europea dei diritti umani e, pertanto, usa un suo diritto legittimo”, ha dichiarato Jose Manuel Pinto Teixeira, ambasciatore europeo in Ucraina, “L’Ucraina, come membro del Consiglio d’Europa, dovrebbe rispettare la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo”.

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