Ue: recessione anche nel 2013
La Commissione europea rivede al ribasso le stime. Segnali di ottimismo solo da Draghi
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In un rapporto pubblicato venerdì la Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'economia dell'euro zona.
Ribaltandole previsioni fatte nell'inverno scorso di una crescita minima dello +0,1%, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha annunciato come le 17 economie della zona euro si contrarranno complessivamente dello 0,3%. Ma con segnali di ripresa a fine anno, uno +0,7% stimato nell'ultimo quarto del 2013. Secondo i dati rilasciati dalla Commissione europea nell'ultimo quadrimestre del 2012, il Pil dei 17 paesi della zona euro si è contratto dello 0,6% complessivo nell'ultimo quadrimestre, nella peggiore performance dall'inizio del 2009 e per la prima volta dalla sua costituzione la zona euro ha registrato stime negative per tutto l'anno.
Molti economisti ed organizzazioni internazionali avevano già rivisto al ribasso le stime di crescita della zona euro, dopo che i dati dell'ultimo quarto del 2012 avevano dimostrato come i segnali di ripresa dei mesi precedenti si erano bruscamente arenati. In un recente rapporto, ad esempio, il Fondo Monetario Internazionale ha cambiato l'ipotesi avanzata in precedenza di una crescita per il 2013 e previsto una “recessione leggera” nel 2013. Stessa inversione di tendenza è stata effettuata dalla Banca Mondiale. Tuttavia, il presidente della Bce Mario Draghi ha in settimana ribadito come, secondo le stime della sua istituzione, l'eurozona inizierà la sua ripresa nella seconda metà dell'anno. La Bundesbank ha, inoltre, annunciato come la principale economia europea, dopo il calo del Pil dello 0,6% negli ultimi tre mesi del 2012, eviterà la recessione nel primo quarto del 2013.

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