Ufficiale la candidatura serba all'UE

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Ufficiale la candidatura serba all'UE

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A conclusione del Consiglio Europeo di giovedì sera, il presidente dell'Unione Europea Herman Van Rompuy ha dato la notizia ufficiale: la Serbia ha ottenuto lo status di Paese candidato all'UE . Dopo il via libera nella seduta del 27 febbraio dal Consiglio dei ministri degli Esteri UE,  l'ultimo ostacolo per  Belgrado si è presentato con la condizione posta a sorpresa dalla Romania martedì scorso, al Consiglio Affari generali: garanzie per la tutela della minoranza dei valacchi (circa 30 mila persone) che vivono in Serbia. L'unanimità richiesta ha così bloccato per ore la decisione e vi erano tensioni prima dell'inizio del Consiglio tra i capi di Stato dei 27. Due giorni di negoziati hanno permesso di superare le resistenze rumene. 

Il presidente serbo Boris Tadic in una dichiarazione diffusa ai media a Belgrado si è felicitato per la decisione, sottolineando che  "aprirà la porta verso il progresso e la prosperità economica nel paese. I cittadini della Serbia hanno portato il peso maggiore del vasto processo di riforme attuato affinché il nostro paese si trasformasse in una società democratica regolata da leggi che rispettano i diritti umani e delle minoranze e affermino i valori europei". 

La concessione dello status di paese candidato è un passo fondamentale verso l'inizio dei negoziati formali per l'adesione. Il processo negoziale punta ad armonizzare la legislazione serba agli standard dell'Ue e richiederà alcuni anni. Alla base del "semaforo verde", i miglioramenti delle relazioni con il Kosovo: pur non riconoscendo ancora l'indipendenza, la Serbia ha raggiunto un decisivo accordo per la gestione dei posti di frontiera e sulla partecipazione della piccola Repubblica alle conferenze regionali balcaniche.

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