Uganda: scontro su una legge di amnistia per il LRA di Kony

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Uganda: scontro su una legge di amnistia per il LRA di Kony

Una legge sull'amnistia del 2000 introdotta in Uganda per cercare di interrompere la guerra intrapresa dal gruppo ribelle guidato da Joseph Kony, il Lord's Resistance Army (LRA), al centro della diatriba giuridica tra il procuratore capo del processo Richard Butera, e l'avvocato della LRA, Caleb Alaka, sulla sua applicabilità a Caesar Acellam. Mentre il primo sostiene che la legge è applicabile solo a color che si arrendono spontaneamente e collaborano, Alaka, che contesta anche la versione dell'esercito ugandese, secondo cui il generale Achellam sarebbe stato catturato dopo uno scontro contro 30 ribelli, sottolinea come: “Non è importante che si sia arreso o meno, ha comunque diritto all'amnistia, perché la legge si applica anche a coloro che non si consegnano spontaneamente”. Achellam è in una base militare ugandese in Sudan del Sud, due settimane dopo essere stato arrestato nella Repubblica Centro Africana, una delle tante nazioni dove il gruppo LRA opera. In seguito al suo arresto il 12 maggio, Achellam aveva dichiarato ai giornalisti: "La mia cattura porterà molti ribelli a consegnarsi e finire questa guerra". Butera sottolinea anche come non sia possibile l'applicabilità dell'amnistia a coloro che hanno avuto posizioni di potere e comando nell'organizzazione.
Il gruppo ribelle LRA ha iniziato una guerra nel Nord dell'Uganda negli anni '80 prima di essere espulsi dal paese nel 2005. Nel dicembre del 2008, il governo ugandese ha lanciato una massiccia operazione, che ha costretto i ribelli a ritirarsi nel nord dentro i confini della Repubblica centro-africana. Anche cinque mila forze dell'Unione Africana sono state dispiegate per stanare Kony, la cui notorietà è aumentata notevolmente dopo che l'organizzazione umanitaria americana Invisble Children ha postato su internet un video sui suoi crimini. Kony è ricercato dalla Corte penale Internazionale per stupro, mutilazioni e strage di civili, oltre che per aver reclutato bambini per divenire soldati e schiavi sessuali. L’attenzione sollevata nel pubblico mondiale ed americano ha fatto sì che Joseph Kony dopo Osama Bin Laden diventasse il ricercato numero da parte dell’amministrazione Obama, tanto da inviare 100 uomini delle forze speciali in territorio centroafricano con funzione di consiglieri militari per aiutare gli eserciti delle nazioni limitrofe nella cattura o eliminazione del leader del LRA. 

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