Ugo Boghetta - Green Pass: il governo ha pestato una cacca

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Ugo Boghetta - Green Pass: il governo ha pestato una cacca

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di Ugo Boghetta

Penso che con l'estensione del green pass al mondo del lavoro il governo abbia pestato una cacca. E non credo che porti fortuna come vorrebbe un detto popolare. Il detto, in realtà, è molto ambivalente. Le feci sono sempre state usate come concime. Quando ancora non c'era la calce si usavano anche nella costruzione delle case.  Sia in Oriente che in Europa le feci venivano addirittura usate nella farmacopea?! Ma se pesti una cacca mentre cammini la fortuna certo non ti arride. 

Comunque sia, il governo, al fine di evitare le difficoltà che si preannunciano, mette in scena e consente episodi gravissimi e inaccettabili come l'assalto alla CGIL da parte dei fascisti. Era dagli anni ‘20 che non accadeva! Forza Nuova che, lo preciso per alcuni, ha invaso la sede sindacale per l'impatto simbolico  che questo sindacato ha, e non certo per condannare l'inaccettabile e colpevole linea sindacale messa in atto da decenni. Esprimere solidarietà è il minimo sindacale e nulla c’entra l’avversione alla politica dell’organizzazione. Così come va deplorata la risposta pavloviana della CGIL di indire una manifestazione contro il fascismo. Altra cacca pestata.

E’ possibile che l’estensione del green pass, oltre all’obiettivo del rilancio dell'economia ed il PNRR, sia stata anche ipotizzata per non reiterare lo stato di emergenza che scade il 31 dicembre al fine di andare all’elezione del capo dello stato in un clima più disteso. Ma l'estensione del ricatto al mondo del lavoro si sta rivelando controproducente perché: non spinge più di tanto gli indecisi a vaccinarsi; crea problemi a lavoratori e aziende a cui è sempre stato consentito di lavorare anche nei momenti iniziali e bui dell'epidemia. Le difficoltà che si creeranno possono compromettere di cogliere l'occasione del "rimbalzo" di cui tanto ci si vanta. Infine, ed è la cosa più grave, una cosa è non poter andare al cinema, altro è non avere lo stipendio!

Il delirio di onnipotenza sta dunque creando  le condizioni per una salto nell'opposizione al governo come non era ancora avvenuto. Sembra paradossale, ma il green pass può essere quel detonatore che problemi ben più grandi e rilevanti non hanno innestato. Tant'è!

In questo contesto, le decisioni dei portuali di Trieste di contrastare il pass tutti insieme, vaccinati e non, è importante perché crea l'unità dei lavoratori. Unità che non era possibile in precedenza per il condizionamento negativo dovuto all'approccio sbagliato e divisivo dei no vax e no mask. Ma la situazione ha portato anche all'unità dei sindacati di base con lo sciopero del'11 ottobre. Per triste tradizione in autunno, infatti, venivano sempre convocati scioperi separati. La strada dell’unità è certo lunga. La piattaforma dello sciopero era generica e onnicomprensiva a testimonianza della mancanza di una tattica concreta. Pesa una concorrenza intrasindacale forte che non permette di dispiegare tutte le possibilità di erodere consenso ai sindacati del sistema. Pesano anche sedimentazioni teoriche, ideologiche e di cultura politica che non hanno fatto i conti con la fase, in particolare con il momento populista. Momento che non appare affatto finito: ha solo cambiato forma. Tuttavia è importante che abbiano deciso di rivedersi. 

Come da tempo auspicato, l'entrata a bordo campo (per il momento) dei lavoratori può essere il principio di una svolta. In mancanza di soggetti politici, e la cosa pesa e peserà forse a lungo, i lavoratori possono portare avanti quei temi che non sono nelle corde del libertarismo/liberismo dei movimenti non mask e no vax. Se il salto quantitativo delle manifestazioni è avvenuto con la partecipazione di tanti cittadini contro il green pass e non prima, il salto di qualità invece può essere proprio dato dai lavoratori. Lavoratori a cui interessa l'occupazione, il salario, il contratto, le tipologie contrattuali, la sicurezza del lavoro e sul lavoro, il funzionamento dei servizi e non una generica, asfittica ed impolitica libertà individuale.

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