Un gruppo sotto osservazione
Le prove su Burgas impongono un nuovo approccio dell'UE verso gli Hezbollah
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di Mara Carro
I risultati dell’indagine condotta dall’Europol e dalle autorità bulgare sull’attentato all’aeroporto di Burgas dello scorso luglio, che hanno accertato la responsabilità di personalità legate all’ala militare di Hezbollah nella morte di cinque turisti israeliani e dell’autista bulgaro, hanno riaperto il dibattito sull’approccio adottato dall’Unione europea nei confronti del partito sciita libanese.
I risultati dell’indagine condotta dall’Europol e dalle autorità bulgare sull’attentato all’aeroporto di Burgas dello scorso luglio, che hanno accertato la responsabilità di personalità legate all’ala militare di Hezbollah nella morte di cinque turisti israeliani e dell’autista bulgaro, hanno riaperto il dibattito sull’approccio adottato dall’Unione europea nei confronti del partito sciita libanese.
Un gruppo sotto osservazione. L’attenzione internazionale nei confronti del Partito di Dio è in aumento anche in relazione al crescente ruolo che membri di Hezbollah stanno rivestendo nel conflitto in Siria. In una dichiarazione rilasciata il 18 febbraio dal Consiglio nazionale siriano (Cns) si accusano membri di Hezbollah di aver attaccato, “con armi pesanti e sotto l'egida dell'Esercito del regime siriano”, tre villaggi siriani vicino al confine con il Libano. Nella stessa dichiarazione, il Cns giudica le azioni di Hezbollah una "grave minaccia per relazioni siriano-libanesi e la pace e la sicurezza regionale", aggiungendo che il governo di Beirut ha la responsabilità di porre fine a questa "aggressione". Il 19 febbraio il Free Syrian Army ha concesso un ultimatum di 48 ore ad Hezbollah ammonendolo a cessare le operazioni militari dei suoi membri in Siria pena rappresaglie in territorio libanese.
Altre prove di un coinvolgimento maggiore dei miliziani libanesi nella guerra civile siriana sono state fornite nei giorni scorsi dal Washington Post che, citando fonti Usa e mediorientali, aveva riportato la notizia che Iran e Hezbollah starebbero dando vita a una rete di milizie dentro la Siria con l’obiettivo di tutelare i propri interessi qualora venisse rovesciato il regime di Bashar Assad. Del 31 gennaio è, invece, la notizia del presunto raid israeliano contro un convoglio di armi proveniente dalla Siria e diretto in Libano, come destinatario Hezbollah.
UE: un approccio ambiguo. Contrariamente agli Stati Uniti, che hanno inserito Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali, l’Unione europea non qualifica il partito libanese come organizzazione terroristica. La politica dei 27 nei confronti di Hezbollah non è unitaria. Al momento i Paesi Bassi sono l’unica nazione europea a considerare Hezbollah un’organizzazione terroristica. Il Regno Unito - sulla base della sua diretta esperienza nel trattare con il terrorismo di matrice nordirlandese - ha espresso una simile posizione nei confronti del solo braccio armato del movimento, distinguendolo dall’ala politica. Gli altri Stati europei riconoscono Hezbollah come un legittimo attore politico che attualmente dispone di 12 seggi nell’Assemblea Nazionale libanese.
Come sottolinea un editoriale del Jerusalem Post, l’ambiguità della politica dell’Unione europea nei confronti dell’organizzazione libanese risiede nel considerare Hezbollah come un’entità separata dalla sua “ala militare” e classificarla come un movimento sociale che fa parte della legittima struttura civile e politica libanese, anziché per quello che è: un'organizzazione terroristica con portata globale, finanziata dall’ Iran. Lo stesso Iran, fa notare l’editorialista, considerato da molti Stati europei come la più grande minaccia alla pace e alla stabilità nel mondo e contro il quale hanno adottato un embargo sulle armi e sulle materie prime utilizzate per l’arricchimento dell’uranio e misure restrittive indirizzate al settore bancario, finanziario, petrolifero e del gas.
Le prove sull'attentato di Burgas. Dopo la pubblicazione dei risultati delle indagini bulgare, sia il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che il nuovo Segretario di Stato americano John Kerry che John Brennan, alto consigliere del presidente Obama per l’anti-terrorismo, hanno esortato l’Unione Europea a aggiungere Hezbollah alla lista delle organizzazioni terroristiche “per smantellare i meccanismi finanziari e le reti operative del gruppo”. Inserire Hezbollah tra le organizzazioni terroristiche permetterebbe all'Unione europea di congelare i beni dell’organizzazione in Europa, criminalizzare la raccolta di fondi e le operazioni del gruppo.
La presenza europea in Libano. Nonostante le pressioni internazionali, l’Alto Rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, si è espressa con cautela, parlando della “necessità di riflettere sui risultati dell’indagine” bulgara. Il rifiuto dei paesi europei di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche è dettato dal timore di perdere influenza in Libano, dal rischio di eventuali rappresaglie contro la Missione delle Nazioni Unite nel Libano del sud (Unifil), già presa di mira in passato, ma soprattutto dal pericolo di eventuali ripercussioni sulla stabilità del Libano, già messo alla prova dalla guerra in Siria e dalla pesante eredità della guerra civile. Due sono le obiezioni, anche contrastanti tra di loro, che alcuni osservatori fanno all’Ue in merito al pericolo di destabilizzazione. La prima è che Hezbollah è di per sé una forza destabilizzante per il Libano: si pensi al conflitto con Israele nel 2006 o al coinvolgimento nella crisi siriana o all’omicidio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri che vede membri di Hezbollah rinviati a giudizio dal Tribunale Speciale delle Nazioni Unite per il Libano. La seconda è quanto Hezbollah possa avere interesse nel destabilizzare il Libano nel lungo periodo dal momento che il Partito di Dio ha sempre basato la sua forza nel presentarsi come uno strenuo difensore degli interessi libanesi e un accanito fautore di un Libano forte.
Per un approfondimento dei temi trattati, si consiglia la lettura di:
1) N. Blanford, Warriors of God: The Inside Story of Hezbollah’s Relentless War Against Israel, Random House Inc
2) E. Azani, Hezbollah: The Story of the Party of God: From Revolution to Institutionalization, Palgrave Macmillan
Per un approfondimento dei temi trattati, si consiglia la lettura di:
1) N. Blanford, Warriors of God: The Inside Story of Hezbollah’s Relentless War Against Israel, Random House Inc
2) E. Azani, Hezbollah: The Story of the Party of God: From Revolution to Institutionalization, Palgrave Macmillan

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