Un Ministero del “Buen Vivir” è una realtà in Ecuador

La battaglia dell'ex sicario dell'economia John Perkins: solo utopia?

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Un Ministero del “Buen Vivir” è una realtà in Ecuador


di Chiara Ronca

Una delle più grandi battaglie contro la corporatocrazia viene combattuta proprio da chi per una decina d’anni ha svolto un ruolo di primissima importanza da corporocrate, economista e consulente di una grossa corporation privata statunitense, la MAIN. Ci riferiamo a John Perkins, promotore di tante campagne a favore dei diritti delle popolazioni amazzoniche, a difesa dell’ambiente e contro quella corporatocrazia di cui era parte.
 
Oggi John Perkins è un attivista, fondatore di numerose ONG, fra cui Dream Change e JohnPerkins.org. Proprio in un recente articolo pubblicato su JohnPerkins.org, Buen Vivir! Are we  losing our freedom? Or is this the time to get it back?, Perkins, proseguendo un cammino di espiazione cominciato con la pubblicazione di Confessioni di Un Sicario dell’Economa nel 2003, continua a denunciare gli abusi del potere pubblico e privato, scrivendo: “le decisioni prese dalle grosse corporations ledono la nostra libertà individuale e gettano nel fango la fiducia che riponiamo nei nostri leader attraverso l’esercizio del diritto di voto”. Tali abusi sono chiari, prosegue Perkins, nel momento in cui agenzie del governo, come la National Security Agency, e corporations private, come Google, allungano i propri tentacoli su tutto ciò che concerne la nostra privacy, dalle mail personali alle cartelle cliniche. E un merito dobbiamo pur riconoscerlo al giovane Snowden, che molto più precocemente di Perkins ha scelto la via della ribellione al sistema, rivelando al mondo i documenti concernenti le operazioni di sorveglianza dell’agenzia governativa a danno di privati cittadini ma anche di leader di mezza Europa. 
 
“Quando pensiamo alla nostra libertà personale”, continua l’economista, “la nostra prima idea ricade su noi stessi… Ma ogni giorno le nostre azioni hanno un impatto sugli altri e quindi dobbiamo utilizzare la nostra libertà in maniera responsabile, a beneficio degli altri e del nostro pianeta”. Possiamo o meno credere nella buona fede delle parole di John Perkins che, per gran parte della propria vita, ha contribuito ad affossare le economie di diversi paesi nel mondo: il sicario dell’economia, come lui stesso si definisce, aveva il ruolo di elaborare dati più che ottimistici circa le prospettive di crescita economica di un paese, proponeva dei piani di sviluppo infrastrutturali, che venivano poi affidati a imprese statunitensi, piani così costosi che ne rendevano impossibile il pagamento ai paesi che li approvavano, se non indebitandosi fino al collo.

Quale esito per i paesi vittime dei sicari dell’economia? Indebitamento perpetuo e asservimento politico ed economico verso gli Stati Uniti, espresso quest’ultimo anche in termini di garanzie di risorse come risposta alla difficoltà di restituire debiti di fatto inesigibili. Parliamo di Indonesia, Iraq, Arabia Saudita e, laddove non riuscivano i sicari, agivano gli sciacalli a far fuori presidenti scomodi, e quindi Panama, Ecuador, Iran. 
 
La libertà personale del John Perkins sicario dell’economia — dedito al profitto e guadagno individuale come strumento di rivalsa per un’infanzia e adolescenza vissute da pecora nera — non è quella del Perkins di oggi, che promuove un’idea di libertà responsabile. L’economista esalta la visione dell’amico ecuadoriano Freddy Elhers, esponente della nuova formazione di gabinetto conosciuta in Ecuador con il nome di Buen Vivir. Il paese sudamericano, infatti, è il primo ad aver istituito un Ministero del “Vivere Bene” che coordina e guida tutti i rami del governo: rafforzamento della sovranità popolare, lotta per una maggiore uguaglianza, coesione, inclusione ed equità sociale nella diversità, miglioramento della qualità della vita, potenziamento delle capacità e delle possibilità della cittadinanza sono alcuni degli obiettivi. Obiettivi in linea con la recente revisione del testo costituzionale dell’Ecuador: “Noi…con la presente decidiamo di costruire una nuova forma di coesistenza pubblica, nella diversità e in armonia con la natura, per raggiungere un buon 
modo di vivere”. 
 
Il perseguimento della felicità, lo ricordiamo, è contenuto nel documento più sacro degli Stati Uniti, la Costituzione, che riconosce il diritto inalienabile alla vita e alla libertà. Ebbene, secondo Perkins è giunto il momento di chiedere indietro le nostre libertà, il diritto di godere di una vera prosperità, di vivere bene. “Le corporations devono esistere soltanto nella misura in cui servono un interesse pubblico”, sostiene Perkins: è nostro dovere lottare e sostenere solo quelle che rispettano questo principio. 
 

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