Un piano “anti-Cina” rischia di danneggiare l’India
Due importanti nuovi patti commerciali internazionali sono attualmente in corso di negoziazione.
Uno è il Trans Pacific Partnership (TPP), ovvero la creazione di una zona di libero scambio tra Nord America e Asia orientale, comprendente tra gli altri il Giappone, l’Australia e la Nuova Zelanda. Per la prima volta il Giappone, da sempre protezionista, si apre alla possibilità di unirsi agli Stati Uniti in una regione di libero commercio ed è disposto a smantellare le proprie barriere agli investimenti.
Il secondo patto, il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TIIP), prevede una grande zona di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. L’obiettivo, non dichiarato ma piuttosto palese, è il controllo della crescita della Cina. A rivelarlo è il quotidiano ‘Economic Times’, secondo il quale tale piano commerciale potrebbe avere ripercussioni anche sull’India. Quest’ultima, più riluttante rispetto ad altri rivali commerciali, in ambito WTO si è sempre opposta ai liberi flussi di capitale e ai diritti incondizionati di investimento per gli investitori stranieri.
La crescita esponenziale della Cina negli ultimi anni ha fatto sì che i tre giganti economici storici – gli USA, l’Unione Europea e il Giappone – non si percepiscano più ora solamente come rivali. Per evitare il rischio di un isolamento economico, l’India dovrà necessariamente revisionare le proprie scelte economiche in ambito internazionale, cercando magari di sfruttare maggiormente gli accordi commerciali multilaterali.

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