Una transizione senza fine
L'Alta Corte Amministrativa egiziana annulla le elezioni promulgate da Morsi
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di Mara Carro
L'Alta Corte Amministrativa egiziana ha annullato il decreto di convocazione delle elezioni legislative, promulgato dal presidente Mohamed Morsi lo scorso 21 febbraio. Gli egiziani si sarebbero dovuti recare alle urne a partire dal 27 aprile per eleggere i deputati della Camera dei Rappresentanti, sciolta lo scorso giugno proprio sulla base di una sentenza del tribunale amministrativo.
L'Alta Corte Amministrativa egiziana ha annullato il decreto di convocazione delle elezioni legislative, promulgato dal presidente Mohamed Morsi lo scorso 21 febbraio. Gli egiziani si sarebbero dovuti recare alle urne a partire dal 27 aprile per eleggere i deputati della Camera dei Rappresentanti, sciolta lo scorso giugno proprio sulla base di una sentenza del tribunale amministrativo.
La motivazione. L’annullamento è stato motivato con un grave vizio procedurale. Ad essere contestato è l'operato del Consiglio della Shura, la Camera alta del parlamento egiziano investita del potere legislativo in mancanza della Camera dei Rappresentanti, che ha approvato la legge elettorale, modificata sulla base degli emendamenti presentati dalla Suprema Corte Costituzionale, senza aver rimandato il testo emendato alla Corte costituzionale per la revisione finale prima dell’approvazione.
La legge elettorale. Il decreto di Morsi che fissava il calendario delle elezioni era stato emanato poche ore dopo l’adozione della legge elettorale da parte delle Consiglio della Shura che aveva accolto gli emendamenti presentati lunedì 18 febbraio dalla Corte Costituzionale. Nel mese di gennaio 2013 la Camera alta del Parlamento aveva approvato degli emendamenti alla legge 38 (1972) in materia di elezione parlamentare e della legge 73 (1956) per l'esercizio dei diritti politici e li aveva trasmessi alla Scc. Nel mese di febbraio, la Corte aveva dichiarato che dieci articoli delle due proposte di legge erano in contrasto con gli articoli 55, 229, 113, 232, e 238 della nuova Costituzione egiziana e rinviato le due bozze al Consiglio della Shura per la loro modifica. Tre giorni dopo la sentenza della Corte, il Consiglio della Shura aveva annunciato di aver modificato e approvato la legge sulla base delle indicazioni della Corte. La posizione ufficiale del SCC era, però, che il Consiglio della Shura non aveva adottato tutte le modifiche che erano state richieste. Una delle raccomandazioni dei giudici era quella di rivedere la distribuzione dei seggi per circoscrizione elettorale che favoriva in modo significativo alcune delle principali roccaforti della Fratellanza in Egitto.
Per quanto la a decisione della Corte amministrativa rischi di approfondire l'incertezza politica di un paese che sta vacillando sotto il peso di disordini sociali e crisi economica, non era del tutto imprevista. Avendo incautamente ignorato gli avvertimenti della Corte Costituzionale, il Consiglio della Shura è ora costretto a rinviare la legge elettorale all’esame del massimo organo giurisdizionale.
Le reazioni. In risposta alla decisione della Corte, la reazione del fronte islamista non è stata univoca. Mentre, in un primo momento, un consigliere legale del presidente Morsi ha annunciato che la Presidenza avrebbe impugnato la decisione di invalidare il decreto presidenziale, il partito “Giustizia e Libertà”, espressione della Fratellanza Musulmana di cui fa parte lo stesso presidente Morsi, ha comunicato che non avrebbe fatto appello contro la decisione del tribunale amministrativo, nel rispetto della Costituzione egiziana, dello stato di diritto e della separazione dei poteri. L'opposizione ha accolto con favore la sentenza, recepita come un’ulteriore prova della cattiva gestione del paese fatta dal presidente Morsi e dai Fratelli Musulmani.
Braccio di ferro tra Morsi e la Magistratura. Con il rinvio delle elezioni, si profila un nuovo scontro tra Presidenza e Magistratura. Già in passato i principali momenti di attrito si erano avuti con lo scioglimento del Parlamento dominato dagli islamisti nel giugno dello scorso anno, la dichiarazione costituzionale emanata il 22 novembre da Morsi attraverso la quale il presidente aveva reso tutti i suoi atti immuni dal giudizio di qualsiasi altro organo e stabiliva che nessun organo giurisdizionale potesse sciogliere il Consiglio della Shura e l'Assemblea costituente e la decisione di rimuovere il procuratore generale.
Per un approfondimento sulla transizione in Egitto, si consiglia la lettura di: Braccio di ferro tra Morsi e la Magistratura. Con il rinvio delle elezioni, si profila un nuovo scontro tra Presidenza e Magistratura. Già in passato i principali momenti di attrito si erano avuti con lo scioglimento del Parlamento dominato dagli islamisti nel giugno dello scorso anno, la dichiarazione costituzionale emanata il 22 novembre da Morsi attraverso la quale il presidente aveva reso tutti i suoi atti immuni dal giudizio di qualsiasi altro organo e stabiliva che nessun organo giurisdizionale potesse sciogliere il Consiglio della Shura e l'Assemblea costituente e la decisione di rimuovere il procuratore generale.
1) Acconcia G., La Primavera egiziana e le rivoluzioni in Medio Oriente
2) Campofreda E., Diario di una primavera incompiuta

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