Venezuela: l'opposizione uccide lavoratore chavista. I media mainstream occultano

La narrazione tossica post-veritiera del circuito mainstream persegue l’obiettivo di sovvertire la realtà per gettare discredito sul governo socialista

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Venezuela: l'opposizione uccide lavoratore chavista. I media mainstream occultano

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di Fabrizio Verde
 

Ancora un morto prodotto della violenza in Venezuela. Un omicidio che sarà ignorato dai media mainstream perché a cadere sotto i colpi della violenza cieca dell’opposizione è stato un lavoratore chavista della fabbrica nazionalizzata Industrias Diana, nello Stato Carabobo. 

 

Rexol Acevedo era un 32enne leader dei lavoratori presso la propria azienda, che produce prodotti come olio e margarina. In passato l’attivista era stato presidente della commissione ALBA-MERCOSUR dei lavoratori. 

Secondo le ricostruzioni di stampa, Acevedo stava rincasando in auto quando si è imbattuto in un blocco stradale dell’opposizione. L’attivista è stato colpito a morte quando ha cercato di opporsi al tentativo di rubare la sua auto da parte dei manifestanti. 

 

Il corpo senza vita di Rexol Acevedo è stato successivamente scaricato accanto alla carcassa della sua auto bruciata in una vicina autostrada. 

 

«Assassinato dall’irrazionalità dei fascisti il nostro amico e compagno Rexol Acevedo. Onore e Gloria. Continueremo a lottare», questo il tweet di Juan Barreto, portavoce nazionale del partito REDES. 

 

L’omicidio di Acevedo giunge quando il paese entra nella sesta settimana di protesta violenta che ha lasciato sul selciato 42 vittime. Tra le vittime vi sono 15 persone uccise dalla violenza dell’opposizione, mentre sono 5 le morti causate dalle forze dell’ordine. 

 

Il brutale omicidio di Acevedo verrà occultato dai nostri media, così come accade sempre quando a cadere sotto i colpi della destra fascista venezuelana è un dirigente chavista. La narrazione tossica post-veritiera del circuito mainstream persegue l’obiettivo di sovvertire la realtà per gettare discredito sul governo socialista accusato delle peggiori nefandezze.   

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