Iniziate le operazioni per liberare gli ostaggi delle FARC
Sono iniziate le operazioni per riportare a casa i dieci ultimi ostaggi nelle mani delle FARC – Fronte Armato Rivoluzionario della Colombia - che il 26 di febbraio per bocca dei propri leader avevano annunciato la rinuncia al sequestro come arma di ricatto e di lotta contro il governo di Bogotà e la decisioni di liberari gli ultimi prigionieri. Si tratterebbe di quattro militari e sei poliziotti colombiani che da più di dieci anni sono tenuti in ostaggio. Questa mattina, con due ore e mezza di ritardo, è decollato un elicottero brasiliano – il governo brasiliano si occupa come da accordo della logistica nelle operazioni di liberazione – con a bordo l'ex senatrice Piedad Cordoba e Gloria Sanchez, leader del movimento Colombiani per la Pace, un medico ed un delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa e sei persone dell'equipaggio per riportare i sequestati a casa.
L'attegiamento delle autorità colombiane è molto cauto il presidente colombiano Juan Manuel Santos, ha dichiarato di poter aprire un dialogo con le FARC solo nel caso in cui cessino le loro operazioni dil terrorismo, narcotraffico e il reclutamento di minori per infoltire la milizia rivoluzionaria. Bogotà, infatti, non vuole sbilanciarsi in entusiasmi inutili anche perchè l'esecutivo colombiano ricorda la pressione militare ed armata che è riuscita a mettere alle FARC mediante l'uccisione anche di capi storici di queste negli ultimi mesi e la decisione di sospendere le operazione di sequestro è anche il frutto di tale strategia.

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