75 anni fa l’Europa era liberata dal nazifascismo. Nessuno dimentica. Nulla è dimenticato!

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La Grande Guerra Patriottica, il 9 maggio Giorno della Vittoria e il Reggimento degli Immortali     

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         di Enrico Vigna
 

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L’8 maggio 1945, per il fuso orario a Mosca era già il 9 maggio, nella tarda serata la Germania firmò la resa totale e la capitolazione alle forze alleate. 

Il governo sovietico annunciò la vittoria la mattina del 9 maggio, dopo la cerimonia di firma avvenuta a Berlino da parte del Feldmaresciallo Wilhelm Keitel. 
 

La storiografia sovietica e la memoria dei popoli sovietici e slavi chiama la guerra contro l’invasione nazista “Grande Guerra Patriottica”, e di fatto, a pagare il prezzo più alto di questa lotta immane sono stati proprio i popoli dell’ex URSS: 26 MILIONI di morti e 42 MILIONI di invalidi e mutilati.
 

Un Paese che per anni sostenne l’urto della più grande potenza militare della storia dell’umanità.
 

Al momento dell’aggressione all’URSS la Germania disponeva di 8.500.000 uomini inquadrati in 214 Divisioni (di cui 35 corazzate e motorizzate) e 7 Brigate autonome; 26.000 cannoni e mortai, oltre all’artiglieria contraerea; 3.195 carri armati; 10.093 aerei da combattimento; la Flotta navale disponeva di 5 corazzate, 8 incrociatori, 43 cacciatorpediniere e torpediniere, 161 sommergibili e 107 navi da guerra di grandi dimensioni. 
 

Per l’attacco all’URSS, contando anche le 37 divisioni dei paesi alleati, furono destinate da subito 190 Divisioni che col tempo superarono le 700. 
 

Il tutto su un fronte militare di oltre 3.000 km di lunghezza, che arrivò anche ai 6.200 km, e 500 km di penetrazione verso l’interno del paese, arrivando anche a 1.000 km in alcune fasi.   


Su fronte orientale avvenne il 93% del tempo delle operazioni militari complessive della II Guerra Mondiale. 


Senza dimenticare che l’Unione Sovietica aveva anche uno sterminato fronte aperto all’estremo oriente, in quanto si trovava in una situazione di guerra de facto con il Giappone, per la difesa della Mongolia e dei suoi confini estremi orientali sovietici. 


Molti generali e studiosi militari (anche ostili all’Unione Sovietica) hanno riconosciuto la coesione politica, militare, emozionale, culturale e spirituale tra il governo sovietico, il suo popolo e tutte le componenti della società russa e sovietica. Grazie a questa unità è stata possibile la vittoria sul Terzo Reich.


La lezione è stata che nessuna guerra può essere persa quando un governo e uno stato riescono a ottenere una fiducia così forte dal proprio popolo, tanto che questo diventa pronto a offrire il bene più alto, e cioè il sacrificio della vita, per difendere il proprio Paese. 


Questo è accaduto, al di là di giudizi politici negativi o positivi su altri aspetti, in Unione Sovietica nel 1941 e resterà per sempre come un dato storico incontestabile, che non può essere dibattuto o messo in discussione.


Questo è quanto hanno sancito personalità, studiosi, militari, storici, esponenti politici internazionali, anche ostili a quel governo. 


“…dovremo essere sempre grati a questo popolo e a questo paese…Alla memoria dei combattenti e della fedeltà dei suoi uomini, donne, bambini, che difesero la loro amata Patria dall’occupante e furono il simbolo dell’incrollabile spirito dei popoli dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche…” .   F. Roosevelt, Presidente USA 

“….Nel corso degli anni di guerra continua, abbiamo potuto vedere come i sovietici abbiano preso su di sé tutto il peso della furia tedesca e l’abbiano annientata…Tutto il mondo civile deve riconoscere i meriti della figura centrale di questa lotta : il soldato russo…e il suo popolo”. Generale USA J. Stilwell

 

“…C’è da tremare al solo pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se il popolo sovietico fosse stato meno valoroso e intrepido…In questa lotta gloriosa i russi hanno difeso al tempo stesso la causa della civiltà da tutti i nemici dell’umanità, essi hanno portato un contributo inestimabile…”. Washington Post, USA

 

“…Hei compagni! Perchè siete così tristi? Siate coraggiosi. Combattete, combattete il nemico tedesco, battetelo e fatelo scappare! Io non ho paura di morire. Io sono felice di morire per il nostro popolo!...Addio compagni e amici miei! Ai suoi aguzzini rivolse queste parole: “…Voi ora impiccate me, ma io non sono sola. Noi siamo duecento milioni! Non potrete impiccarci tutti!...”. Zoya Kosmodemyanskaya, partigiana Tania di 18 anni, impiccata dopo atroci torture

 

“…Come potete chiedermi di abbandonare la postazione, mentre noi stiamo chiedendo ad ogni uomo, donna, vecchio di questo paese di non arretrare, di resistere a prezzo della vita. Sarebbe un tradimento del nostro popolo e un beneplacito alla resa…Ribadisco: non un passo indietro!”. La risposta di Stalin a chi gli chiedeva di allontanarsi dal Cremlino, con i tedeschi a pochi chilometri.

 

“…La Patria sarà difesa con le nostre braccia e con una azione unita patriottica, con la volontà generale di servire la Patria nell’ora più grave e anche di fronte alla morte…lavoratori, operai, contadini, scienziati, pastori della Chiesa, uomini e donne, giovani e vecchi…Noi pastori della Chiesa saremmo indegni se stessimo in silenzio…saremmo vili se non ci adoperassimo nell’incoraggiare, nel confortare il nostro popolo in difficoltà…questo è un dovere…Con il proprio sacrificio sono migliaia i soldati ortodossi che hanno dato la vita per il proprio paese…sono morti non pensando alla fama, hanno pensato solo che la Patria aveva bisogno…Con l’aiuto di Dio, anche questa volta saranno disperse le ceneri delle forze nemiche fasciste…La nostra Chiesa di Cristo benedice tutti coloro che difendono i confini sacri del nostro paese e della nostra Patria. Che il Signore ci conceda la vittoria…”. Metropolita Sergij della Chiesa Ortodossa russa

 

In Russia e nei paesi dell’ex Unione Sovietica, ma anche negli altri paesi slavi, il 9 maggio è ancora oggi, considerata coma la festa più grande e sentita profondamente in tutta la popolazione, al di là di appartenenze e generazioni. Lo scorso anno le parate di rimembranza furono partecipate da milioni di persone in tutti i paesi.

 

Voxkomm on Twitter: Victory Day symbols in Russia

Georgia marks 71st anniversary of end of WWII Georgian WWII veterans offered financial bonus

 

Il Reggimento degli Immortali

 File:Immortal Regiment in Moscow (2019-05-09) 02.jpg - Wikimedia ...Russia's March of the Immortals and the United States - A blog ...  

 Il “Reggimento degli Immortali” è un evento ideato e progettato nella società civile russa, da intellettuali, storici, artisti, associazioni dei veterani, come rimembranza ma soprattutto per dare una continuità storica alla memoria del proprio popolo, che ha trovato nel governo e nelle istituzioni statali pieno supporto e adesione. La proposta era nata nel 2012 a Tomsk, nel 2013 è stata assunta come celebrazione da oltre 120 città russe; poi nel 2013, si è ampliata a cittadini della Bielorussia, del Kazakistan, del Kirghizistan.  Ora è divenuto un Progetto unitario che coinvolge i paesi di tutta l’ex URSS e altri paesi slavi e non. Chiunque può registrarsi nel "Reggimento Immortale", i familiari deceduti nella Grande Guerra Patriottica, ma anche giovani volontari, indipendentemente dalla nazionalità, dalla fede religiosa e dalla cittadinanza. Si stima che ora siano oltre due milioni gli aderenti al "Reggimento Immortale". Questa iniziativa è diventata ormai una nuova tradizione popolare nella grande festa del Giorno della Vittoria. 
 

La commemorazione si caratterizza sotto forma di marcia, in memoria dei veterani della Seconda Guerra Mondiale, dei lavoratori nelle retrovie e dei prigionieri dei campi di concentramento. 
 

Il giorno scelto per la sfilata del “Reggimento Immortale” è il Giorno della Vittoria sovietica sulla Germania nazista, il 9 maggio. 


Un atto simbolico ma significativo per conservare la memoria della generazione dei nonni, bisnonni, fratelli e sorelle, che hanno lottato per difendere la libertà del paese. Alla marcia essi vanno con una fotografia del familiare che ha partecipato alla guerra, che viene portata insieme ad altre centinaia di migliaia di persone e immagini. 


Molti giovani partecipano come volontari alle colonne del "Reggimento Immortale", vedendola come un' occasione per fare un’azione concreta di memoria antifascista. 


Per esempio i giovani volontari, attuano un atto semplice ma toccante, che crea un legame forte: rintracciano persone anziane che vorrebbero partecipare all'evento portando la foto di un loro parente, ma per qualche impedimento o per l’età non possono farlo, allora i giovani volontari “adottano” l’anziano e lo accompagnano alla marcia accudendolo e riportandolo poi a casa.


Nessuno dimentica! Nulla è dimenticato!

 

Da 6 anni come SOS Donbass/CIVG, abbiamo un gemellaggio e il Progetto “HURA”  di solidarietà concreta con l’Organizzazione dei Veterani della Repubblica Popolare di Donetsk. Ogni anno mandiamo per il 9 maggio sostegni economici alle famiglie dei Veterani, essendo quella regione tuttora sotto i bombardamenti dei Battaglioni neonazisti ucraini.


Quest’anno, stante la situazione di emergenza sanitaria e il blocco di tutte le attività, siamo in gravi difficoltà per mantenere questo impegno, che cercheremo comunque di mantenere nelle prossime settimane. Ma non potendo fare iniziative il problema si accresce.


Per cui invitiamo chiunque intenda solidarizzare con i Veterani del Donbass, fratelli e compagni dei nostri nonni e familiari partigiani, seppure molti esponenti della cosiddetta “sinistra” fingono di non vedere o sapere, di aiutarci ad aiutarli. Questo libro curato da chi scrive “ GRANDE GUERRA PATRIOTTICA 1941-1945. Nella Storia e nei suoi valori più significativi. Il “9 maggio” e il “Reggimento degli Immortali” , 178 pagine a colori con foto e documenti storici inediti, che finora è stato un consistente supporto alla raccolta fondi per i Veterani.

 

Scrivendo a info@civg.it si potranno avere indicazioni per fare un versamento e ricevere una o più copie da regalare a compagni e amici. 

Grazie al contributo solidale dell’editore è possibile acquistare il libro a 25 E. 

 

Aiutateci ad aiutarli, A RESISTERE!

 

NESSUN PASSO INDIETRO! 

 

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                                                                       Anatoly Leopoldovich Golimbievsky, eroe dell’URSS

 

A quest’uomo e a tutta la generazione di quei veterani, semplici uomini e donne, compagni di ogni nazionalità, che misero sul piatto della storia le loro esistenze al servizio dell’umanità, con unica contropartita la possibilità della morte: ci inchiniamo e rendiamo loro onore, ma soprattutto diciamo loro SPASIBO! GRAZIE!

 

Chi ha sfidato la morte…ama la vita e … la pace! Questo è il 9 maggio.

 

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Enrico Vigna SOS Donbass/UcrainaResistente. 8 maggio 2020

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