Bolsonaro esalta la dittatura sanguinaria di Pinochet in Cile. Nessuno si indigna

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di Fabrizio Verde


Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha espresso affinità con la sanguinaria dittatura di Augusto Pinochet, assicurando che se non ci fosse stato il golpe militare contro il governo di Salvador Allende, "il Cile oggi sarebbe una Cuba".

 

Il commento del presidente brasiliano è stato pubblicato tramite il suo account Facebook ed è indirizzato all’Alto Commissario dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ed ex presidente del Cile, Michelle Bachelet.

 

"Il Brasile perde spazio democratico, ma dimentica che il suo paese non è un'altra Cuba grazie a coloro che hanno avuto il coraggio di fermare la sinistra nel 1973 (anno in cui Augusto Pinochet guidò il colpo di Stato contro Salvador Allende), tra questi comunisti, suo padre che a quel tempo era un brigadiere", ha scritto senza remora alcuna il presidente fascio-liberista proprio come il suo mito Pinochet.

 

Il padre dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite era un generale di brigata dell'Aeronautica cilena e un avversario del colpo di Stato guidato da Pinochet. Il generale fu arrestato dalla dittatura e torturato fino alla sua morte nel febbraio 1974; successivamente, Michelle Bachelet stessa fu arrestata e torturata dagli agenti della dittatura nel 1975.

 

La pubblicazione di Bolsonaro sul social network arriva dopo che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite ha affermato che in Brasile è in atto una riduzione dello spazio democratico, in particolare contro le organizzazioni che difendono la natura e i diritti umani.

 

I commenti di Bolsonaro sono stati ribaditi all’uscita dal Palacio de la Alvorada - residenza presidenziale - nella giornata di mercoledì: "Ci accusa di non punire i poliziotti che uccidono persone in Brasile", ma "sta difendendo i diritti umani dei barboni", ha affermato il fascio-liberista arrivato alla presidenza del gigante sudamericano grazie alla detenzione fraudolenta di Lula.

 

Le dichiarazioni di Bolsonaro sono di una gravità inaudita. Ma l’indignazione internazionale resta relativamente bassa. Il fascio-liberista serve come pedina di disturbo contro i governi progressisti della regione in mano agli Stati Uniti d’America. Dunque dev’essere lasciato libero di ‘lavorare’ come deciso in quel di Washington. 

 

Proviamo solo a immaginare il clamore se dichiarazioni di questo tenore rozzo, di basso livello e finanche criminali fossero state pronunciate dal tanto esecrato Nicolas Maduro. Come minimo si sarebbero levate voci a favore di un immediato intervento armato per abbattere il ‘dittatore’ di Caracas. 

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