Caso Chen, preoccupante la situazione dei familiari del dissidente rimasti in Cina

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Caso Chen, preoccupante la situazione dei familiari del dissidente rimasti in Cina

Il caso Chen Guangcheng, il dissidente cieco che con il suo rifugiarsi nell’ambasciata americana di Pechino dopo una rocambolesca fuga dagli arresti domiciliari nella sua casa nello Shendong ha creato quasi un crisi diplomatica tra Cina e Stati Uniti, non sembra chiudersi. Nonostante l’attivista cinese dopo frenetiche negoziazioni tra la diplomazia cinese e quella americana è arrivato a New York con sua moglie e le sue figlie grazie ad un visto per motivi di studio concesso da Washington, preoccupa la situazione che stanno vivendo i suoi familiari rimasti in Cina.
Il nipote Chen Kui avrebbe aggredito un ufficiale cinese durante una perquisizione notturna che la polizia locale avrebbe compiuto nella casa della famiglia Guangcheng. Chen Kui è stato arrestato. Anche il fratello dell’attivista non vedente sarebbe sotto pesante controllo delle autorità cinesi. Non si spegne così il clamore sul caso, che potrebbe divenire una spina nel fianco anche nella campagna elettorale di Barack Obama, che difatti è stato già attaccato dal suo rivale Mitt Romney per la gestione del caso Chen. Il tema dei diritti umani e della loro violazione di cui gli Stati Uniti si fanno paladini nella vicenda, tende i rapporti con Pechino soprattutto in relazione agli ultimi sviluppi dell’intero caso. Al momento Washington non ha rilasciato alcuna dichiarazione sulla situazione di pericolo della famiglia del dissidente ora negli Stati Uniti, dove approfondirà gli studi giuridici presso la New York University. 

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