Clinton a Pechino per la controversia sul mar Cinese meridionale

Le isole Spratly e Paracel, rivendicate anche da diversi stati Asean al centro delle discussioni con Hu Jintao.

1170
Clinton a Pechino per la controversia sul mar Cinese meridionale

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La controversia sul mar Cinese meridionale caratterizza i colloqui fra Cina e Stati Uniti, in programma oggi a Pechino dove il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha incontrato il presidente cinese Hu Jintao. A sorpresa, e senza spiegazioni dettagliate, è invece saltato il previsto faccia a faccia fra il capo della diplomazia statunitense e il leader in pectore del gigante asiatico nel prossimo futuro, l'attuale vice-presidente Xi Jinping. Fra gli altri argomenti trattati nell'incontro odierno la guerra in Siria, unita alle questioni inerenti il nucleare iraniano e nord-coreano, che destano preoccupazione in seno alla comunità internazionale.
Hillary Clinton è impegnata in una missione diplomatica in Asia della durata di 11 giorni, iniziata ai primi di settembre nelle Isole Cook e in Indonesia; dopo la tappa cinese di due giorni, il segretario di Stato Usa visiterà Timor Est e il Brunei, prima di dirigersi nella Russia orientale, in rappresentanza di Washington all'annuale incontro dei leader del Forum per la cooperazione economica dell'Asia-Pacifico (Apec) in programma a Vladivostock.
Per la Clinton le relazioni fra Cina e Stati Uniti sono "mature abbastanza" e improntate su "basi solide", tali da poter affrontare anche i punti di disaccordo e i nodi irrisolti, fra cui le tensioni nel mar Cinese meridionale. Tuttavia dal fronte cinese non mancano gli attacchi di giornali e opinionisti che accusano Washington di "ingerenza" in questioni marittime che non la riguardano.
Nel futuro prossimo Washington e Pechino vivranno un passaggio fondamentale nella vita politica dei rispettivi Paesi, con le elezioni presidenziali in Usa e il passaggio di consegne da Hu Jintao al successore designato Xi Jinping. Il leader in pectore, tra l'altro, ha cancellato all'ultimo minuto l'incontro in programma oggi con la Clinton, con il premier di Singapore e un alto funzionario russo. Non vi sono spiegazioni ufficiali al momento, anche se fonti governative cinesi minimizzano la faccenda e chiedono di evitare inutili "speculazioni".
In merito alla vicenda legata ai confini nel mar Cinese meridionale, gli Stati Uniti auspicano l'applicazione di un codice di condotta comune e vincolante. Al contempo, Washington invita a risolvere le tensioni in maniera pacifica e senza ricorrere a intimidazioni o all'uso della forza. Per questo nei giorni scorsi la Clinton ha invitato il blocco Asean, associazione che riunisce 10 nazioni del Sud-est asiatico, ad adottare una linea comune e superare la clamorosa frattura consumata nell'ultimo vertice, per la politica filo-cinese adottata dalla Cambogia.
Di contro, Pechino ha espresso la speranza che gli Stati Uniti mantengano una posizione di vera neutralità, per non creare tensioni e mettere in pericolo "pace e stabilità a livello regionale". Molto più dura la posizione adottata da giornali e media vicini alla leadership comunista, fra cui il People's Daily che in un editoriale parla di "condotta" degli Usa destinata ad alimentare "sospetti" circa la volontà di "seminare discordia" per "tornaconto personale".
Le isole Spratly e Paracel, atolli che formano un arcipelago nel mar Cinese meridionale, potenzialmente ricco di giacimenti petroliferi sottomarini, sono contese da Cina, Vietnam, Brunei, Taiwan, Filippine e Malaysia. In passato Manila e Hanoi hanno accusato Pechino di una politica aggressiva e "imperialista", che nei mesi scorsi ha causato scontri fra pescherecci dei tre Paesi. La tensione fra Manila e Pechino si è innalzata ad aprile quando navi pattuglia cinesi hanno bloccato - al largo delle Scarborough Shoal - imbarcazioni della marina filippina, mentre stavano per arrestare pescherecci cinesi che avevano sconfinato.

Fonte: Asia news
http://www.asianews.it/notizie-it/Hillary-Clinton-a-Pechino,-per-placare-le-tensioni-nel-mar-Cinese-meridionale-25730.html
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti