COVID-19: letalità tra gli operatori sanitari allo 0,2%

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COVID-19: letalità tra gli operatori sanitari allo 0,2%

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di Mirko Busto
 

Nuovi dati ufficiali ISS sull’epidemia COVID-19: la letalità negli operatori sanitari, molto più diagnosticati rispetto alla popolazione italiana, sarebbe dello 0,2%.


È stato rilasciato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) un nuovo aggiornamento sui dati dell’epidemia COVID-19 verificati e validati fino al 23 Marzo. L’analisi conferma la crescita dei casi diagnosticati con COVID-19 affermando però che questa potrebbe anche risentire delle nuove politiche di test. La Circolare Ministeriale 0005889 del 25 febbraio 2020, afferma infatti che il test dovrebbe essere effettuato ai casi sospetti di COVID-19 e ai casi sintomatici di ILI (Sindrome Simil-Influenzale) e SARI (Infezione Respiratoria Acuta Grave), ma non più a contatti asintomatici.


I dati dell’ISS confermano sostanzialmente l’analisi della settimana precedente: dei 57989 casi di contagio il 58% sono uomini, l’età media dei contagiati è di 63 anni. Non è stata più calcolata l’età media dei pazienti deceduti (78,5 anni nel report precedente) ma viene riportata solo la letalità differenziata per fasce d’età. I valori sono molto alti nelle fasce più anziane (10,8% tra 60-69 anni, 35% tra 70-79 e 40,3% tra 80 e 90).


Tra i soggetti deceduti, l’88% dei casi aveva almeno una patologia cronica (patologie cardiovascolari, patologie respiratorie, diabete, deficit immunitari, patologie metaboliche, patologie oncologiche, obesità, patologie renali o altre patologie croniche).


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