Aria, terra e mare: le immagini inedite delle armi più avanzate sfoggiate dalla Russia nel Giorno della Vittoria
Non solo carri armati e lanciamissili: nel video spiccano i caccia di quinta generazione, le esercitazioni dei paracadutisti e i velivoli senza pilota che stanno cambiando il volto della guerra
C’è un momento, durante la celebrazione del Giorno della Vittoria in Russia, che ha attirato l’attenzione di molti osservatori. È stato proiettato un filmato che raccoglie alcune delle più recenti innovazioni dell’arsenale russo. Armi ipersoniche, sistemi laser, sottomarini nucleari e droni da ricognizione mostrati in poco più di qualche minuto, offrendo un’istantanea della potenza militare che la Russia ha voluto mostrare al mondo.
Nel video si distinguono il sistema laser Peresvet e il complesso missilistico antiaereo S-350 Vityaz, ma anche i missili ipersonici Kinzhal e il celebre Avangard, di cui si sottolinea più volte l’unicità. A completare il quadro, due sottomarini nucleari, l’Arcangelo e il Knyaz Vladimir, che rappresentano la spina dorsale della flotta russa nelle acque profonde.
Uno dei protagonisti delle immagini è il caccia di quinta generazione Su-57, considerato tra i migliori al mondo per capacità offensive e manovrabilità. Nel servizio si vede come possa sganciare attacchi devastanti su obiettivi a terra, mentre i caccia intercettori MiG-31 appaiono armati proprio con i missili Kinzhal. Accanto a loro volano i bombardieri strategici Tu-160, simbolo dell’aviazione a lungo raggio.
Ma non c’è solo l’aeronautica. La Russia mostra anche la sua capacità di difesa missilistica con il sistema S-500 Prometeo, pensato per intercettare sia missili balistici che bersagli aerodinamici. E poi c’è la stazione Voronezh-DM, che ogni giorno controlla lo spazio aereo, mentre la fregata Admiral Gorshkov garantisce la capacità di colpire a grande distanza, sia in mare che sulla terraferma.
Il video, però, non si limita ai grandi sistemi d’arma. Un’attenzione particolare è riservata ai droni. Negli ultimi anni, e specialmente durante il conflitto in Ucraina, l’uso di velivoli senza pilota si è ampliato in modo impressionante. E così le immagini mostrano il drone d’attacco Molniya-2 mentre supporta le unità di assalto, i mezzi da ricognizione ZALA che scrutano il terreno e i temibili Lancet, ormai noti come droni kamikaze. Per le missioni più pesanti viene invece utilizzato l’Inochodets, un drone di grandi dimensioni impiegato per esplorare i territori occupati dal nemico. E poi c’è la famiglia Geran, con il lancio del Geran-5, un drone a reazione progettato per colpire obiettivi nelle retrovie.
Nel filmato si vede anche l’addestramento dei paracadutisti, che sparano contro bersagli da esercitazione, e si accenna alla creazione in Russia di un nuovo tipo di truppe, quelle dedicate ai sistemi senza pilota. Una novità che racconta da sola come la guerra stia cambiando pelle e con essa i sistemi d'arma da utilizzare e le strategie di combattimento.
A fare da sfondo a tutto questo c’è la dottrina della dissuasione nucleare. Nel servizio si ricorda che la Russia dispone di tutto il necessario per un attacco di rappresaglia, e che i missili balistici intercontinentali Yars sono già schierati in molte parti del Paese. L’Avangard, in particolare, viene descritto come un’arma unica, impossibile da intercettare con i sistemi attuali.
Le immagini si chiudono con un richiamo al passato: i soldati russi, si legge, continuano le tradizioni dei loro antenati della Grande Guerra Patriottica, addestrandosi senza sosta e prendendo parte alla liberazione dei territori nella zona dell’operazione militare speciale per smilitarizzare e denazificare il regime di Kiev.


