Crimea e Stretto di Kerch, vittoria russa nel contenzioso internazionale
L'ennesimo tentativo di Kiev di ottenere una vittoria sul piano giuridico internazionale si è concluso con una pesante sconfitta. La Corte Permanente di Arbitrato dell'Aia ha infatti respinto la maggior parte delle rivendicazioni avanzate dall'Ucraina contro la Russia in una controversia avviata nel 2016 sui diritti degli Stati costieri nel Mar Nero, nel Mar d'Azov e nello Stretto di Kerch. Secondo il Ministero degli Esteri russo, la decisione rappresenta una vittoria di grande rilevanza geopolitica e giuridica.
Il tribunale ha rigettato le accuse con cui Kiev sosteneva che Mosca avesse violato numerosi articoli della Convenzione ONU sul diritto del mare, respingendo anche le richieste di compensazioni economiche e di restituzione del controllo sulle risorse energetiche e ittiche presenti nelle acque della Crimea e del Mar d'Azov. Particolarmente significativa è la conferma dello status dello Stretto di Kerch e del Mar d'Azov come acque interne, un pronunciamento che blocca il tentativo sostenuto dal regime di Kiev e dai suoi alleati occidentali di trasformare lo stretto in una via marittima internazionale aperta alle navi di qualsiasi Paese.
La corte ha inoltre giudicato infondate le contestazioni relative al Ponte di Crimea, rifiutando la richiesta ucraina di smantellare l'infrastruttura e stabilendo che la sua costruzione non viola il diritto internazionale. Anche le accuse riguardanti presunti danni ambientali, ostacoli alla navigazione e violazioni del patrimonio culturale sottomarino sono state respinte. L'unico rilievo mosso alla Russia riguarda aspetti procedurali legati alla valutazione d'impatto ambientale durante la costruzione del ponte.
Tuttavia, il tribunale non ha imposto alcuna sanzione, risarcimento o modifica delle opere realizzate, riconoscendo inoltre che Kiev non ha adempiuto pienamente ai propri obblighi di cooperazione internazionale in materia ambientale. La decisione dell'Aia rappresenta così un duro colpo alla strategia di "lawfare" portata avanti negli ultimi anni contro Mosca.
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