Droni contro l’energia: Ucraina mette a rischio le forniture europee
Nuova tensione sul fronte energetico tra Russia e Ucraina. Mosca ha denunciato una serie di attacchi con droni da parte di Kiev contro infrastrutture strategiche di Gazprom, fondamentali per l’esportazione di gas verso l’Europa. Secondo il Cremlino, negli ultimi giorni sono stati presi di mira gli impianti di compressione che garantiscono il funzionamento dei gasdotti TurkStream e Blue Stream, due delle principali rotte energetiche ancora operative tra Russia ed Europa.
Il portavoce Dmitri Peskov ha parlato di attacchi intensificati, con un aumento significativo del numero di droni impiegati. Tra il 17 e il 19 marzo, secondo Gazprom, sono stati lanciati 26 droni contro le stazioni di Rússkaya, Kazachya e Beregovaya. Gli attacchi sono stati respinti dalle difese russe, evitando danni alle strutture considerate critiche per la continuità delle forniture. Le infrastrutture colpite rivestono un ruolo chiave.
Blue Stream, attivo dal 2003, rappresenta il primo collegamento diretto tra Russia e Turchia attraverso il Mar Nero. TurkStream, inaugurato nel 2020, è oggi una delle poche vie rimaste per il gas russo verso il mercato europeo, dopo il sabotaggio dei Nord Stream. Mosca ha definito queste operazioni “irresponsabili”, sottolineando come mettano a rischio non solo la sicurezza delle infrastrutture, ma l’intero equilibrio dei mercati energetici globali, già sotto pressione.
In un contesto di crescente instabilità, il Cremlino avverte che colpire le rotte energetiche internazionali significa aprire un fronte ancora più pericoloso: quello della sicurezza energetica globale, con possibili ripercussioni ben oltre il teatro del conflitto.
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