Il Corriere lancia campagna per il riarmo dell'Unione Europea
di Carlo Formenti
Oggi il Corriere lancia una campagna in grande stile per il riarmo della Ue a fini imperiali. Così ospita un appello del commissario europeo agli affari esteri Borrell per la costituzione di una forza comune di pronto intervento di 5000 uomini per “tutelare i nostri interessi” (formula che richiama sinistramente quelle usate dalle grandi potenze delle due guerre mondiali del 900). Così perfino il poco marziale Mattarella si mette l’elmetto in testa e invoca a gran voce la costituzione di una difesa comune. Ma la direzione del coro spetta al trinariciuto pasdaran del bellicismo liberale Panebianco, il quale scrive:
1) che dovremo rinunciare a ulteriori quote di sovranità nazionale (addio principio costituzionale che ripudia la guerra);
2) basta con il “perfezionismo democratico” (cioè con i cacadubbi che vorrebbero che la democrazia rispettasse i propri principi invece di assumere una sana postura da “democrazia reale”, pronta ad adottare i canoni della realpolitik);
3) basta con le geremiadi sui diritti umani (che servono solo a fini di propaganda contro i regimi totalitari, mentre vanno in soffitta se sono in gioco i nostri interessi)
4) basta con gli inutili distinguo fra politica di sicurezza e politica di potenza.
Ci si può forse consolare con il fatto che questa Europa - governata da banchieri, burocrati e rentier - non ha abbastanza energia per condurre una vera politica di potenza. E comunque spetta a noi fare tutto il possibile per impedirglielo.

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