Il primo dato che emerge dalle elezioni europee

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Il primo dato che emerge dalle elezioni europee

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In Germania SPD del cancelliere Scholz e Verdi fanno un tonfo clamoroso. 

In Francia Macron è dietro il Front National. I principali tifosi della guerra alla Russia, quindi, escono duramente sconfitti e fortemente ridimensionanti dalle urne. Contemporaneamente in Belgio, Germania Est e Grecia avanzano (direi anche piuttosto rumorosamente) partiti di estrema sinistra. 

È vero, la destra estrema avanza un po’ ovunque e pure tanto. Ma il primo e più importante dato politico che emerge da queste elezioni - per quanto ancora parziale e sommario sia - è che gli europei hanno gridato un forte e perentorio No alla guerra, bocciando sonoramente le scellerate politiche belliciste dei suoi sostenitori e premiando chi, al contrario e con tutta evidenza, a scuola era uno studente di storia un po’ più attento dei presunti leader che pretendono di dettare la linea. Quale legittimazione avranno da oggi Scholz e Macron nell’evocare improvvidamente parole come “guerra” e “marce su Mosca”? Nessuna. 

A meno che non vogliano dimostrare platealmente ciò che è da tempo già noto a molti: che non contano nulla perché sono soltanto umili camerieri al servizio di Washington.

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

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