La Casa Bianca svela i nomi del consiglio esecutivo del "Board of Peace" di Gaza
Venerdì la Casa Bianca ha annunciato i nomi dei membri del "Board of Peace" della Striscia di Gaza, nonché il capo del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG), nell'ambito del presunto piano in 20 punti del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra genocida di Israele sul territorio.
Il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG) sarà guidato dal dott. Ali Sha'ath, ex viceministro palestinese dell'Autorità Nazionale Palestinese, ha affermato la Casa Bianca in una nota.
La Casa Bianca ha descritto Sha'ath come "un leader tecnocratico ampiamente rispettato che supervisionerà il ripristino dei servizi pubblici, ricostruirà le istituzioni civili e stabilizzerà la vita quotidiana a Gaza, gettando al contempo le basi per una governance a lungo termine".
Chi siede nel proposto Consiglio per la pace e nel Consiglio esecutivo di Gaza?
La dichiarazione ha anche annunciato un comitato esecutivo a supporto della governance e dei servizi, tra cui il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan; l'inviato speciale di Trump Steve Witkoff, il genero di Trump Jared Kushner; l'ex primo ministro del Regno Unito Tony Blair; il ministro di Stato per la cooperazione internazionale degli Emirati Arabi Uniti (EAU) Reem Al-Hashimy, il diplomatico del Qatar Ali Al-Thawadi, il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad; il diplomatico bulgaro con sede negli Emirati Arabi Uniti ed ex inviato delle Nazioni Unite Nickolay Mladenov; l'imprenditore cipriota-israeliano Yakir Gabay e la politica olandese Sigrid Kaag.
Il Comitato Esecutivo che guiderà il Consiglio per la Pace sarà presieduto da Trump. Tra i membri figurano il Segretario di Stato Marco Rubio, Witkoff, Kushner, Blair, il miliardario Marc Rowan, il capo del Gruppo della Banca Mondiale Ajay Banga e il consigliere politico statunitense Robert Gabriel.
Mladenov ricoprirà il ruolo di Alto Rappresentante per Gaza, collegando il Board of Peace con il NCAG, mentre il Maggior Generale Jasper Jeffers comanderà la Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF).
Gli Stati Uniti hanno inoltre nominato Aryeh Lightstone e Josh Gruenbaum come consiglieri senior del Board of Peace, per supervisionare "la strategia e le operazioni quotidiane".
Ulteriori membri del Comitato esecutivo e del Comitato esecutivo di Gaza saranno annunciati nelle prossime settimane, si legge nella nota.
Ciò è avvenuto dopo che Witkoff ha annunciato mercoledì l'inizio della seconda fase del piano di cessate il fuoco per Gaza, affermando che l'attenzione si sposterà sulla smilitarizzazione, sulla governance tecnocratica e sulla ricostruzione.
Il cessate il fuoco è entrato in vigore a ottobre. La sua prima fase ha interrotto la guerra, ha consentito un ritiro parziale israeliano, ha facilitato lo scambio di ostaggi israeliani con centinaia di palestinesi detenuti in Israele e ha consentito l'ingresso di aiuti umanitari limitati a Gaza, sebbene l'accordo richiedesse il pieno accesso.
La seconda fase prevede il ritiro completo di Israele, il disarmo di Hamas, l'invio di una Forza internazionale di stabilizzazione (ISF) e l'istituzione di un comitato "tecnocratico" palestinese per governare temporaneamente Gaza.
I palestinesi hanno affermato che Israele ha ripetutamente violato il cessate il fuoco, che ha fatto seguito alla guerra che ha causato la morte di oltre 71.000 persone, per lo più donne e bambini, e il ferimento di oltre 171.000 persone dall'ottobre 2023.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dalla tregua sono stati uccisi circa 450 palestinesi e più di 1.200 sono rimasti feriti.
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L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA
L’inferno del genocidio a Gaza: la testimonianza che pretende responsabilità
Il libro di Wasim Said, pubblicato da LAD edizioni, non è un racconto da compatire ma un atto di accusa che spezza la neutralità e chiama alla lotta politica.
LA PRESENTAZIONE DEL CURATORE DELLA VERSIONE ITALIANA
Pasquale Liguori
Non è un libro “su Gaza”, non è l’ennesimo titolo che si aggiunge allo scaffale del dolore mediorientale. L’inferno del genocidio a Gaza è un documento che arriva in Italia con il peso preciso di una prova, non con la leggerezza di un prodotto culturale. Il fatto che a pubblicarlo sia LAD edizioni con la mia curatela non è un dettaglio editoriale, ma una scelta di campo: portare qui una voce che non si presta né alla retorica umanitaria né alla commozione di consumo, ma esige di essere ascoltata come atto di accusa, come frammento di verità che non intende integrarsi nella normalità del discorso pubblico, bensì incrinarla.


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