La Russia porta la guerra nelle retrovie strategiche dell'Ucraina

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La Russia ha rivendicato un massiccio attacco notturno contro infrastrutture militari, energetiche e logistiche ucraine, presentandolo come una risposta diretta agli attacchi che, come evidenzia Mosca, le forze del regime di Kiev continuano a condurre contro la popolazione civile russa. Il Ministero della Difesa ha dichiarato che l'operazione ha colpito imprese del complesso militare-industriale, depositi di carburante, infrastrutture aeroportuali e nodi logistici in diverse regioni dell'Ucraina, con particolare intensità nell'area di Kiev.

Secondo il Cremlino, i bombardamenti hanno interessato esclusivamente obiettivi legati allo sforzo bellico ucraino, tra cui stabilimenti per la produzione di droni e sistemi missilistici come il Flamingo, impianti energetici a supporto dell'industria della difesa e infrastrutture ferroviarie e logistiche utilizzate per i rifornimenti delle forze armate del regime di Kiev.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto le accuse di aver colpito la capitale ucraina indiscriminatamente, evidenziando che i bersagli fossero installazioni militari impiegate "per uccidere civili". Ha inoltre richiamato le dichiarazioni del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, che ha definito quello appena subito "il più grande attacco della storia" della città. Mosca ribadisce che l'offensiva rappresenta una risposta a una serie di recenti attacchi dell'Ucraina contro obiettivi civili in territorio russo e nelle regioni sotto controllo russo. Tra gli episodi citati figurano il bombardamento di un collegio studentesco a Starobelsk, l'attacco con droni contro un autobus civile a Enakievo, il raid su un treno passeggeri Mosca-Simferopol, l'attacco a un autobus che trasportava una squadra giovanile di calcio proveniente dalla Bielorussia e la morte di un neonato di sei mesi nella regione di Mosca.

Secondo gli esperti militari russi, l'operazione rappresenta una fase di intensificazione della campagna contro le capacità logistiche e industriali ucraine, con l'obiettivo di compromettere il rifornimento del fronte e mettere sotto pressione la difesa aerea di Kiev attraverso l'impiego combinato di droni, missili da crociera, missili balistici e sistemi ipersonici. In ultima analisi, questi attacchi più potenti servono anche come ‘incentivo’ al regime di Kiev affinché la smetta di combattere su istigazione occidentale e decida di sedersi al tavolo dei negoziati con la Russia.



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