Le agenzie umanitarie: impatto “devastante” su Gaza dopo il divieto israeliano

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Le agenzie umanitarie: impatto “devastante” su Gaza dopo il divieto israeliano

 

In una mossa che gli operatori umanitari definiscono "una condanna a morte per migliaia di civili", Israele ha dichiarato guerra agli aiuti internazionali, revocando brutalmente l'accreditamento a 37 organizzazioni salvavita a Gaza. A partire dal 1° gennaio, MSF, Oxfam, ActionAid e altri soccorritori fondamentali verranno espulsi dall'inferno a cielo aperto che è diventata la Striscia. "È la formalizzazione di un crimine contro l'umanità", accusa con rabbia Bushra Khalidi di Oxfam. "Mentre i bambini muoiono di freddo e di fame, Israele sceglie consapevolmente di tagliare l'acqua, i farmaci, i rifugi. È una strategia calcolata di sterminio per privazione". Già da mesi le autorità israeliane strangolano gli aiuti, ma ora il blocco diventa totale e legalizzato.

Il pretesto? "Mancata trasparenza" e presunti legami con il terrorismo. Accuse infamanti e non provate, respinte con sdegno da organizzazioni che letteralmente tengono in vita ciò che resta della popolazione. "Senza MSF, crolla il 20% del sistema ospedaliero e un parto su tre diventa un rischio mortale", avverte un comunicato straziante dell'organizzazione, che nega ogni accusa e denuncia: "Stanno uccidendo i soccorritori insieme alle vittime".

La situazione, già oltre ogni immaginazione umana, precipita nell'orrore assoluto. Le piogge infernali delle ultime settimane hanno trasformato i campi profughi in pantani infetti, distruggendo 42.000 tende. Tre bambini già morti assiderati, altri 17 sepolti sotto macerie di rifugi inagibili. E mentre il termometro crolla, il Parlamento israeliano approva una legge satanica: taglio immediato di acqua ed elettricità agli uffici UNRWA a Gerusalemme.

I dati gridano vendetta: solo 20.000 camion di aiuti entrati da ottobre, contro i 48.000 minimi indispensabili. Un quarto di milione di persone colpite direttamente dalle tempeste, senza più un tetto. E ora, con l'espulsione dei principali attori umanitari, si chiude l'ultimo rubinetto della sopravvivenza.

Mentre Gaza sprofonda in un abisso senza precedenti nella storia moderna, la comunità internazionale osserva inerme. L'uso cinico di "questioni burocratiche" per mascherare un genocidio per fame, freddo e malattia rappresenta un punto di non ritorno. Le organizzazioni sopravvissute lanciano l'ultimo, disperato SOS: "Senza accesso immediato e illimitato, Gaza diventerà un cimitero di massa a cielo aperto entro settimane".

Israele parla di "requisiti di sicurezza", ma ai pozzi avvelenati, alle madri che partoriscono tra le macerie senza anestetici, ai bambini con infezioni killer per mancanza di antibiotici, questa è la firma finale su una sentenza di morte collettiva. L'umanità sta fallendo sotto i nostri occhi, mentre un intero popolo viene cancellato con metodi medievali nell'indifferenza generale.

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