L'India ha riconosciuto i transessuali come “terzo genere sessuale”
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di Valentina Racioppi
La Corte Suprema dell'India ha riconosciuto l'esistenza di un terzo sesso considerato né maschile né femminile. "Il riconoscimento dei transgender come terzo sesso non è un problema esclusivamente di diritti sanitari, ma si tratta di diritti sociali e umani", scrive il giudice Radhakrishnan nella sentenza. "I transgender sono cittadini di questo paese e hanno diritto all'educazione e a tutti gli altri diritti", afferma Radhakrishnan.
La Corte ha incaricato i governi statali e federali di identificare i transgender come un terzo genere neutro, al quale sarà garantito l'accesso agli stessi programmi sociali degli altri gruppi di minoranza nel paese, inclusi gli aiuti per i sistemi di povertà, e le iniziative educative, sanitarie e del lavoro.
In una società conservatrice come quella indiana si stima che circa tre milioni di persone siano transessuali, la maggior parte sono uomini che sono stati castrati. Conosciuti con il nome di "hijra", molti di loro si guadagnano da vivere con il canto e la danza, anche se l'ultima spiaggia per molti altri è la prostituzione.
La sentenza arriva dopo che lo scorso dicembre la Corte Suprema indiana ha vietato i rapporti tra persone dello stesso sesso. Una decisione che la società intellettuale indiana ha definito "un ritorno del paese al XIX° secolo" rispetto alla storica decisione dell’Alta Corte di New Delhi del luglio 2009, che aveva depenalizzato l’articolo 377 del Codice penale indiano stabilendo che il sesso in un luogo privato tra due adulti omosessuali consenzienti non costituiva reato.
Con questo verdetto rivoluzionario, l'India diventa uno dei pochi paesi al mondo a riconoscere il "terzo sesso" , assieme a Nepal, Bangladesh e Pakistan, dove vivono grandi comunità di "Hijra".

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