Marò, non risolto il duello sulla giurisdizione
L'Alta Corte di Kochi ha rinviato a martedì prossimo, 6 marzo, il dibattito sul ricorso presentato dallo Stato italiano sul difetto di giurisdizione per il caso dei due marò italiani accusati dell'uccisione di due pescatori indiani. Dopo un dibattito procedurale con il presidente del tribunale, l'avvocato della difesa, Suahil Dutt, ha avviato una minuziosa arringa per sostenere che l'incidente è avvenuto in acque internazionali e che l'Italia ha il diritto (riconosciuto dai trattati cui anche l'India ha aderito) a portare i due marò davanti ai giudici italiani. In base alla testimonianza dell'equipaggio del peschereccio indiano, secondo cui il fatto è avvenuto a 33 miglia nautiche dalla costa, e anche per la correzione della Procura indiana che parla di 22,5 miglia nautiche, il concetto di acque territoriali può essere escluso. Dutt ha quindi ricordato i trattati, firmati da India e Italia, riguardanti la soluzione degli incidenti nelle acque internazionali e ha cercato di smontare la tesi della polizia locale, fondata sull'estensione della territorialità contemplato dal Codice penale indiano (Sezione 4) quando sono coinvolti aerei o navi nazionali. Argomento, per Dutt, non applicabile al caso.

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