Mosca accoglie con ironia la «finta indifferenza» occidentale dopo il lancio del missile Sarmat
Il viceministro Riabkov: «Non ci aspettiamo alcuna reazione dai nostri avversari». Il sistema, definito da Putin il più potente al mondo, entrerà in servizio entro fine anno
La Russia osserva con ironia i tentativi dell'Occidente di mostrare una finta indifferenza in seguito al test riuscito del sistema missilistico balistico intercontinentale Sarmat. Lo ha dichiarato il viceministro degli Affari esteri russo, Sergej Riabkov, sottolineando che Mosca non si aspetta – né si è mai aspettata – alcuna reazione ufficiale da parte dei paesi occidentali.
«Comprendiamo che per loro ogni episodio, ogni evento di questo tipo è un motivo per dimostrare una quasi indifferenza – ha affermato Riabkov –. Noi lo percepiamo con ironia, perché non peggio, ma meglio di chiunque altro comprendiamo cosa implichi la prossima messa in servizio di questo sistema».
Il diplomatico ha aggiunto che la Russia «non ha aspettato, non si aspetta né si aspetterà alcuna reazione da parte degli avversari e degli oppositori occidentali», sia per quanto riguarda i test dei suoi nuovi sistemi avanzati sia per quelli già operativi.
Il successo del secondo lancio
Lo scorso 12 maggio 2026, la Russia ha effettuato con successo il secondo lancio del nuovo missile balistico intercontinentale pesante a combustibile liquido, il Sarmat. L'operazione rappresenta un'importante tappa nel programma di test di volo del sistema missilistico strategico russo di nuova generazione.
Il presidente Vladimir Putin ha definito il Sarmat come il «sistema missilistico più potente al mondo», paragonabile in potenza al Voevoda – il missile dell'era sovietica – ma con caratteristiche significativamente superiori. «La potenza complessiva della testata lanciata – ha precisato il presidente – è più di quattro volte superiore a quella di qualsiasi equivalente occidentale esistente, anche il più potente».
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali russe, il Sarmat sarebbe in grado di viaggiare non solo su traiettoria balistica, ma anche suborbitale, consentendo una gittata superiore ai 35.000 chilometri. Questa caratteristica raddoppierebbe la precisione del missile e la sua capacità di penetrare tutti i sistemi di difesa antimissile esistenti e futuri.
Putin ha inoltre annunciato che il primo reggimento missilistico equipaggiato con il nuovo sistema entrerà in servizio attivo entro la fine dell'anno.
Il contesto strategico
Il Sarmat rappresenta il pilastro più avanzato della triade nucleare russa ed è destinato a sostituire progressivamente i missili Voevoda, ereditati dall'Unione Sovietica. Lo sviluppo del sistema rientra in un più ampio programma di modernizzazione delle forze strategiche russe, che Mosca considera essenziale per mantenere la parità nucleare con gli Stati Uniti.
Le dichiarazioni di Riabkov riflettono la posizione russa secondo cui la credibilità della deterrenza nucleare non necessita di riconoscimenti o reazioni da parte dell'Occidente. L'ironia sottolineata dal viceministro suggerisce che Mosca interpreti il silenzio occidentale non come indifferenza reale, bensì come un tentativo di non attribuire rilevanza pubblica a un sistema che, per capacità dichiarate, modifica gli equilibri strategici globali.
Al momento, né il Pentagono né i ministeri degli Esteri dei principali paesi europei hanno rilasciato commenti ufficiali sul lancio del Sarmat.


