Myanmar: il governo impone il coprifuoco per gli scontri inter-religiosi

Nello stato occidentale di Rakhine, da domenica musulmani e buddisti sono tornati a scontrarsi

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Le autorità in Myanmar hanno imposto una notte di coprifuoco in due città nella regione occidentale di Rakhine, dato che le violenze inter-religiose tra la comunità musulmana dei Rohingya e quella buddista dei Rakhine continuano ad aumentare e diffondersi in ulteriori città. Dagli scontri iniziati domenica almeno quattro persone sono state uccise ed oltre mille case rase al suolo. Per questo, la polizia ha dovuto dispiegare ingenti rinforzi ed imporre il coprifuoco nelle città di Min Bya e Mrauk Oo. Il portavoce del governo locale di Rakhine, Myo Thant, ha dichiarato che mercoledì i combattimenti si sono spostati anche nelle città di Kyauk Phyu e Myebon, a sud della capitale Sittwe.
Le tensioni rimangono quindi alte a Rakhine da maggio, da quando una donna buddista è stata violentata ed uccisa da tre musulmani. In una spedizione punitiva, la comunità buddista ha poi ucciso 10 musulmani per vendetta, anche se totalmente estranei all'incidente, generando un'escalation di violenze settarie riaccesosi domenica scorsa per ragioni ancora non ben definite. Le due comunità sono ora segregate: ad esempio, nella città di Sittwe, i Rohingya restano confinati in una serie di campi. I musulmani in tutto il Myanmar hanno anche rinunciato ad organizzare la festa di Eid al-Adha per le violenze in corso.  
Ad agosto, il governo centrale ha creato una commissione per investigare la violenza tra buddisti e musulmani nelle regioni occidentali del paese, rinunciando ad una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite.

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