Quando vi fanno leggere le superclassifiche (farlocche) sulle gerarchie delle università mondiali...
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Ecco,
quando vi fanno leggere le superclassifiche (farlocche) sulle gerarchie delle università mondiali;
quando se ne vengono fuori chiedendo che i dottorati di ricerca divengano apprendistati d'azienda;
quando levano alti lai sullo scarso numero di laureati;
quando lamentano la scarsa dinamicità del settore Ricerca e Sviluppo;
quando tirano fuori a orologeria questo o quello scandalo per sputtanare l'intero sistema;
quando pompano l'idea di creare "grandi hub della ricerca" dove concentrare tutti i fondi ("Come fanno all'estero");
in questi e molti altri casi, ricordatevi di questo specchietto, che nella sua semplicità dice tutto l'essenziale.

Di questioni come la "formazione della cittadinanza" non parliamo proprio, che la battaglia la diamo già per persa.
Se ci limitiamo agli impatti sulla struttura economica, l'astutissimo piano che le nostre classi dirigenti hanno approntato finora per il nostro paese è di competere nel mondo a colpi di ribassi del costo del lavoro, puntando su settori a basso tasso di innovazione e investimento, come il turismo naturalistico (che in tempi di Covid si è rivelato un affarone).
Quanto al settore industriale, fare da fornitori di beni intermedi per conto terzi a detentori internazionali di brevetti è l'unica ambizione rimasta.
Quanto al settore culturale, l'idea è di mettere all'incanto, o privatizzare, il troppo ereditato dal passato e che non sappiamo come gestire.
Insomma non ci si prova neanche più a competere con paesi con produzioni ad alto valore aggiunto, come Francia o Danimarca, ma con paesi come Turchia e Malaysia.
E naturalmente questa è la strategia che porta con sicurezza a farsi lasciare presto nella polvere anche da questi ultimi.

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