Regno Unito: non passa la mozione di sfiducia contro Theresa May

2361
Regno Unito: non passa la mozione di sfiducia contro Theresa May

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Andrea Genovese - Contropiano
 

Jeremy Corbyn non è riuscito nel suo intento di sfiduciare il governo May. Dopo la grave sconfitta parlamentare nel voto sull’accordo relativo all’uscita dall’Unione Europea, la leader conservatrice ha ancora una volta ricompattato la propria maggioranza: grazie al supporto dei ribelli Tories e del Partito Democratico Unionista, il governo della May ha respinto l’assalto della mozione presentata dal segretario Laburista unitamente al liberaldemocratico Vince Cable ed al capogruppo del Partito Nazionale Scozzese, Ian Blackford (325 voti contrari; 306 a favore).


Theresa May ha rilasciato una dichiarazione immediatamente dopo l’annuncio del risultato: “Il mio governo continua a lavorare alla solenne promessa che abbiamo fatto al popolo britannico: rispettare il risultato del referendum e completare la Brexit”. La premier ha invitato i leader di tutte le parti politiche, incluso Jeremy Corbyn, a incontrarla per discutere dello stato della procedura di uscita dall’Unione Europea, e ha confermato che Lunedì riferirà alla Camera dei Comuni, esponendo il suo nuovo piano per lasciare l’Unione Europea. Lo stesso Corbyn ha risposto di essere disposto ad un incontro qualora la May si impegnasse ad escludere definitivamente l’opzione del no-deal, ovvero di una Brexit senza alcun tipo di accordo con l’UE.


Prima del voto, il vice-segretario laburista, Tom Watson, ha pronunciato un forte attacco al primo ministro. “Nessuno dubita della sua determinazione, che è generalmente di una qualità ammirevole; tuttavia, questa determinazione, se erroneamente applicata, può produrre risultati altamente tossici. E la verità più crudele è che non possiede le necessarie capacità, l’empatia, l’abilità e, soprattutto, la visione politica, per guidare ancora questo paese”. Il Ministro dell’Ambiente, il conservatore Michael Gove, ha lodato la leadership di Theresa May ed ha attaccato Corbyn su una vasta gamma di questioni, dall’antisemitismo alla politica estera, giudicandolo “inadatto a guidare il paese”. Corbyn, dal canto suo, ha accusato la May di presiedere un “governo-zombie”.


Qualora la mozione di sfiducia fosse stata approvata, le forze politiche avrebbero avuto 14 giorni per proporre un un governo alternativo che potesse godere di una maggioranza alla Camera dei Comuni; in caso contrario, si sarebbe dovuto ricorrere ad una elezione generale.


A questo punto, invece, Theresa May darà il via a quelli che ha definito “colloqui parlamentari di alto livello”, con tutte le forze politiche, per provare a capire quale tipo di accordo sulla Brexit potrebbe ottenere il sostegno della maggioranza della Camera dei Comuni. Tuttavia, fonti vicine a Downing Street fanno sapere che non sono previste modifiche sostanziali: il rifiuto di mantenere un’unione doganale con l’UE resta uno dei punti fermi della piattaforma della May. “Vogliamo essere in grado di stipulare i nostri accordi commerciali in maniera del tutto indipendente; questo è incompatibile con la permanenza all’interno dell’unione doganale”, ha dichiarato al Guardian un portavoce del primo ministro.


Sul fronte Laburista, le cose potrebbero complicarsi per lo sconfitto di giornata, il segretario Jeremy Corbyn. Monta, infatti, all’interno del partito socialdemocratico, la pressione degli attivisti per il sostegno all’opzione di un secondo referendum: una richiesta appoggiata, al momento, da un gruppo di oltre 70 parlamentari del Labour. Giova ricordare che la posizione formale del partito, adottata al congresso di Liverpool a Settembre, impegna la principale compagine d’opposizione a lavorare per lo svolgimento di una elezione generale. Una posizione che prende atto della Brexit come processo irreversibile, pur puntando ad una sua implementazione assai dolce, che preveda la permanenza del Regno Unito all’interno dell’Unione Doganale Europea.


Nel frattempo, la Germania e la Francia, dopo l’atteggiamento intransigente osservato sinora, hanno segnalato la loro disponibilità a rallentare il processo della Brexit. Peter Altmaier, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato che una richiesta di estensione dei termini della procedura da parte del Regno Unito sarebbe “una richiesta ragionevole”. Nathalie Loiseau, ministro francese per gli affari europei, ha espresso posizioni simili. Addirittura il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sollevato pubblicamente la prospettiva di un’estensione della procedura oltre le elezioni europee di Maggio. I venti di crisi economica che soffiano sul vecchio continente, e la paura di una nuova recessione globale, inducono a più miti consigli: di fronte al calo della produzione industriale, l’asse franco-tedesco potrebbe ritenere opportuno cautelarsi, e non pregiudicarsi, a causa di una Brexit senza alcun accordo, anche l’accesso al mercato britannico.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta di Paolo Desogus Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti