Sempre più difficile il ritiro dei soldati USA in Afghanistan
Dopo il fine settimana che ha visto l’uccisione di due ufficiali statunitensi a seguito delle violente proteste per il rogo di alcune copie del corano, i funzionari americani hanno cercato di rassicurare sia il governo dell'Afghanistan sia l’audience nazionale affermando che gli Stati Uniti restano impegnati nella guerra nel paese asiatico.
Ma dietro le dichiarazioni pubbliche, i funzionari americani hanno mostrato una preoccupazione crescente, anche ai più alti livelli dell'amministrazione Obama e del Pentagono, sul ritiro delle truppe in Afghanistan che fa perno sull’addestramento e la creazione di forze armate locali adeguate.
Nonostante lo sforzo americano per la formazione di un esercito regolare, che è costato decine di miliardi di dollari, le forze di sicurezza afghane sono ancora ampiamente impreparate e pericolosamente inaffidabili, mostrando più volte maggiore lealtà ai signori della guerra talebani che al fragile governo di Hamid Karzai. La diffidenza poi in queste settimane è solo aumentata visti gli attacchi compiuti da parte delle forze di sicurezza afghane su soldati americani e membri dei servizi della NATO. Allo stesso tempo, l'amministrazione prevede di proseguire i negoziati su un quadro a lungo termine per guidare le relazioni con l'Afghanistan dopo la missione della NATO attraverso la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) che si concluderà nel 2014.

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