Trump raffredda gli entusiasmi di Kiev sui Patriot

Il presidente Usa definisce il sistema antimissile un'"arma davvero straordinaria" e invita alla cautela nella condivisione della tecnologia, disattendendo la promessa fatta a Zelensky al vertice NATO

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso dubbi sulla possibilità che Washington conceda all'Ucraina la produzione di missili intercettori Patriot, nonostante avesse precedentemente promesso a Kiev una licenza di produzione. In un'intervista telefonica al Financial Times, Trump ha dichiarato di «non essere sicuro» che l'Ucraina riceverà il permesso, aggiungendo che Washington sta ancora valutando la richiesta.

Descrivendo il Patriot come un'«arma davvero straordinaria», il presidente ha affermato che gli Stati Uniti devono essere «un po' cauti» nel concedere ad altri paesi l'accesso alla propria tecnologia militare avanzata. Le dichiarazioni sembrano contraddire la promessa pubblica fatta da Trump al vertice NATO in Turchia all'inizio del mese, quando aveva detto al leader ucraino Vladimir Zelensky che Washington avrebbe fornito a Kiev una licenza per la produzione dei missili intercettori.

«Concederemo loro il diritto di produrre i Patriot. Mostreremo loro come farlo», aveva affermato Trump in quell'occasione, suggerendo che l'Ucraina potesse produrre i missili anziché lamentarsi del fatto che gli Stati Uniti non ne fornissero a sufficienza.

 

Le resistenze dei produttori e la carenza globale

Martedì Zelensky è uscito da un incontro a porte chiuse con Trump alla Casa Bianca, sostenendo che avessero discusso delle licenze per la produzione degli intercettori. Trump, tuttavia, non ha fornito alcuna indicazione sul raggiungimento di un accordo, limitandosi a dire che «sono state discusse molte cose» e che l'incontro è andato «molto bene».

L'iniziativa sta incontrando la resistenza dei produttori statunitensi: secondo Die Welt, Boeing sarebbe riluttante a trasferire la tecnologia sensibile utilizzata nelle testate a ricerca degli intercettori PAC-3. Lockheed Martin produce i corpi dei missili, mentre Boeing fornisce componenti chiave per le testate. La richiesta di Kiev di almeno 300 missili aggiuntivi per sostenere le proprie difese aeree durante l'inverno è inoltre complicata da una carenza a livello mondiale, poiché Washington ha impiegato un gran numero di intercettori nella guerra in corso con l'Iran.

Trump ha smentito le notizie secondo cui l'esercito statunitense sarebbe a corto di munizioni, insistendo la scorsa settimana sul fatto di disporre di «molti più» missili di quanti ne servano. I resoconti dei media statunitensi hanno tuttavia suggerito che le preoccupazioni relative all'esaurimento delle scorte di Patriot e THAAD abbiano influito sulla portata e sulla tempistica delle operazioni militari americane contro l'Iran.

Il presidente ha dichiarato al FT che la sua priorità è negoziare la fine del conflitto in Ucraina piuttosto che fornire ulteriori armamenti. «Non sto cercando missili. Stiamo cercando la pace», ha affermato, aggiungendo che i suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, si recheranno in Ucraina nei prossimi giorni.

Mosca ha ripetutamente sostenuto che le forniture di armi occidentali prolungano le ostilità senza modificarne l'esito finale. I funzionari russi hanno inoltre avvertito che il trasferimento di tecnologia militare sempre più sofisticata a Kiev rende i paesi della NATO partecipanti diretti al conflitto.

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