Video. Israele reprime con i lacrimogeni la protesta dei siriani del Golan
Da alcuni giorni la popolazione del Golan siriano occupato è in fermento per l'ennesimo abuso commesso dall'occupazione israeliana.
In pratica, Israele vuole sfruttare illegalmente il Golan, terra ricca, anche di risorse naturali e prevede, quindi, di installare delle turbine eoliche sulle terre dei contadini del Golan su una superficie di 80 ettari.
Ieri, le truppe di occupazione israeliana hanno impedito il passaggio ai contadini per recarsi alle loro terre. La risposta della popolazione locale è stata la proclamazione di uno sciopero generale in tutto il Golan.
Questa mattina, durate le prime proteste, i soldati israeliani, mentre gli abitanti del villaggio si dirigevano verso le loro terre, hanno usato proiettili di gomma e gas lacrimogeni per bloccarli, provocando il ferimento di almeno 10 persone.
Gli abitanti del villaggio hanno avvertito che trasformeranno il Golan in un "cimitero" per gli occupanti e non permetteranno loro di portare via le loro terre.
"Ribadiamo la nostra contrarietà alla costruzione di turbine eoliche sulle nostre terre e denunciamo che questo piano cerca di confiscare le nostre terre e distruggere tutti i fattori di sopravvivenza e fermezza nel Golan occupato" , hanno indicato in un comunicato i promotori della protesta.
I siriani, inoltre, denunciano che lo sviluppo di tali progetti energetici e di turbine eoliche avrebbe un impatto molto negativo sull'agricoltura, l'ambiente e il bestiame, tenendo conto che il 60% di questa popolazione dipende dalla coltivazione di mele e ciliegie, e che le turbine rappresentano una grande minaccia per i loro raccolti.

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