Giulio Tarro all'AntiDiplomatico: "Gli italiani rischiano di essere le vere cavie del vaccino Pfizer"

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Giulio Tarro all'AntiDiplomatico: "Gli italiani rischiano di essere le vere cavie del vaccino Pfizer"



di Francesco Santoianni


Davvero surreale che il ministro della Salute, Roberto Speranza, vada in Parlamento ad annunciare che, da gennaio, saranno vaccinate, in Italia, contro il Covid 1.500.000 persone con vaccini non ancora autorizzati dall'Ema e dall’AIFA e che vengono bocciati senza appello, (si veda, in particolare, questo e quest’altro articolo) anche dall’autorevole British Medical Journal. Ancora più sconvolgente è che si stia già chiedendo per coloro che oseranno rifiutare questi vaccini il divieto di frequentare scuole, palestre, cinema e, addirittura, il proprio posto di lavoro. Sul perché si sia arrivati a questo, abbiamo già scritto; qui approfondiamo alcuni aspetti scientifici di questi vaccini con il prof. Giulio Tarro (qui le sue precedenti interviste all’Antidiplomatico) che sta per dare alle stampe proprio un libro su Covid e vaccini.



L'INTERVISTA


Professore il ministro Speranza il 3 dicembre annuncerà il cosiddetto "Piano vaccini" per l'Italia con un numero sempre maggiore di esponenti della comunità medica e scientifica che lanciano l'allarme sui rischi. Da ultimo la principale rivista medica inglese. Che idea si è fatto della vicenda vaccini anti-Covid?

 
Ovviamente, ritengo che i vaccini siano una importante conquista della Medicina e che, quando ciò è inevitabile, si debbano affrontare i rischi connessi ad una vaccinazione di massa. Per capirci, una cosa è stata la temibile Poliomielite (debellata nel 1962 dal vaccino di Albert Sabin, che considero il mio Maestro) altra cosa è il Morbillo in nome del quale, nel 2017, sono stati imposti a tutti i bambini italiani ben dieci vaccini, quasi tutti assolutamente inutili (così come riportavo in un mio libro). Per il Covid, prima di inneggiare al vaccino, sarebbe, quindi, il caso di valutare attentamente il rapporto tra rischi e benefici. Benefici che, per quanto riguarda i cosiddetti vaccini anti-Covid non si capisce quali siano, considerando che, così come dichiarato, addirittura,  dal capo del dipartimento medico di Moderna, il dottor Tal Zaks, una persona vaccinata continuerebbe ad infettare gli altri. Tra l’altro - prendendo per buone le stime di multinazionali come la Pfizer, Moderna, Astrazeneca… - questi vaccini garantirebbero, forse, una immunità di due anni. Questo significa che non ci eviterebbero nemmeno il lockdown e che dovrebbero essere somministrati per sempre a tutta la popolazione. Una follia considerando che il virus Sars-Cov-2 rappresenta un rischio solo per meno del cinque per cento delle persone  che oggi, a differenza di quanto avveniva a marzo, possono essere curate con efficaci terapie.
 

E per quanto concerne i rischi di questi vaccini?

Considerando il panico mondiale che si è voluto creare intorno al Covid, ci si sarebbe aspettato una sorta di consorzio internazionale delle principali aziende farmaceutiche per ottimizzare la ricerca di un unico vaccino. Così non è stato e oggi i futuri, presunti, vaccini anti-Covid sono almeno 71; tutti realizzati in pochi mesi, mentre per realizzare un vaccino ci vogliono mediamente 8-10 anni. Ma, ancora più grave è che alcuni di questi vaccini, ad esempio, quello della Pfizer, sono basati su una tecnologia mai usata prima e, tra l’altro, attualmente vietata dall’Unione europea. Per dirla in due parole, considerato che il virus muta continuamente, si altera il nostro sistema genetico per far sì che il nostro sistema immunitario possa riconoscerlo come una minaccia.
Il vaccino Pfizer, ad esempio, inietta frammenti di mRNA (il cosiddetto RNA messaggero) che dovrebbe indurre la glicoproteina Spike (S), ovvero il principale antigene del SARS-CoV2, utilizzato dal virus per prendere di mira i recettori ACE2 delle cellule bersaglio; in questo modo le nostre cellule, leggendo questa informazione, produrranno gli antigeni. Questo, secondo le speranze della Pfizer, dovrebbe stimolare la produzione dei soli anticorpi specifici, come le immunoglobuline G, la cui permanenza dovrebbe garantire una - non si sa quanto durevole - immunità. Speranze, appunto. Ma chi ci garantisce che questa alterazione genetica non possa, ad esempio, scompaginare il nostro sistema immunitario trasformando qualcuno dei tanti virus, con i quali pacificamente conviviamo, in un killer? Tra l’altro va detto che per scartare questo rischio ci sarebbe stato bisogno di un periodo molto lungo di trial subìto da moltissimi anziani. È quello che verrà fatto, da gennaio, in Italia. E, ad essere malpensanti, si potrebbe dire che gli Italiani saranno le vere cavie del vaccino Pfizer.
 


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