Andrea Zhok - Gaza e la "verità istantanea"

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Andrea Zhok - Gaza e la "verità istantanea"

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di Andrea Zhok*

Come al solito, con la dovuta calma, dopo che la tempesta è finita e quando cominciano a crescere i fiori sulle tombe, le verità si definiscono.

L'IDF ha ammesso ufficialmente il conteggio di 71.667 palestinesi uccisi nei due anni successivi al 7 ottobre 2023 (è ovviamente legittimo ipotizzare che se questi sono ammessi, in realtà siano ben di più, ma lasciamo stare).

Secondo l'IDF di questi 71.667 ben 20.000 erano combattenti di Hamas.

I parametri per definire cosa sia un combattente di Hamas per Israele sono notoriamente problematici e, diciamo così, "generosi"; ma ammettiamo di nuovo,
per un momento, che il dato sia reale.

Questo significa che oltre 51.000 civili (sic!) sono stati sicuramente uccisi dall'esercito.

Ora per piacere continuate a spiegarci che Israele rispetta i civili e che i dati dell'autorità palestinese sono farlocchi (davano 56.000 morti).

Continuate a spiegarci che la repressione iraniana delle rivolte interne chiama in causa la nostra umanità, richiede sanzioni durissime e un cambiamento di regime, anche bombardandoli, ma che per Israele questo è inapplicabile.
 
Il punto di fondo, semplice, è lo stesso che abbiamo rilevato mille volte, e negli ultimi anni con particolare frequenza.

La "verità istantanea" promossa dalla propaganda internazionale, che è nelle mani di pochissime agenzie di stampa internazionali e di reti social imponentemente finanziate, non mira mai alla verità storica e sa benissimo che prima o poi verrà smentita. Ma tutto ciò non è rilevante, perché l'unica cosa che serve è riuscire a dare forma momentanea alla maggioranza dell'opinione pubblica nel periodo necessario e sufficiente per perseguire i propri fini politici.

Il meccanismo serve a produrre una "verità protempore" spendibile nella fase calda in cui gli eventi si decidono. Una volta che questa è scavallata, una volta che il risultato è ottenuto, i fondi che finanziano queste "verità protempore" vengono ritirati, le pressioni sulle redazioni vengono allentate, perché lo scopo è stato raggiunto.

L'opinione pubblica internazionale esce appagata dal cinema dove i buoni hanno vinto e può andare a farsi una pizza.

E la cosa sconcertante e deprimente è che funziona sempre, benissimo, come un orologio.

Anni e anni in cui regolarmente l'opinione pubblica viene attizzata ad hoc in qualche impresa presentata come altamente morale: "bombardamenti umanitari", "sacrosanto diritto all'autodifesa nazionale", "tutela armata dei diritti umani", "abbattimento di feroci dittatori", "interventi di polizia internazionale", "esportazione della democrazia", "eliminazione delle altrui armi di distruzione di massa", ecc. ecc.

E sempre, regolarmente, dopo un po' si viene a sapere (o, almeno, chi vuole informarsi, può facilmente venire a sapere) che era un cumulo di palle strumentali e che chi dava una spiegazione non morale ma strutturale (a chi giova? chi ne guadagna?) aveva ragione.

E una settimana dopo, si può riavviare la giostra senza tema che qualcosa non funzioni.

Un nuovo sdegno morale a orologeria, una nuova cooptazione delle "migliori forze morali dell'Occidente" (fase in cui un po' di figuranti dello show business si assicurano la pagnotta chiamando a raccolta l'indignazione popolare), una richiesta di inderogabili interventi draconiani, una tempesta di fuoco su qualche luogo remoto, e via pronti a ripartire per un altro giro...

*Post Facebook del 31 gennaio 2026

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"Questo genocidio non si è limitato a distruggere la mia vita o tutto ciò che possedevo: è andato ben oltre. Mi ha distrutto dall’interno.
Ha spazzato via la pace dal mio cuore, ha frantumato la stabilità della mia mente e mi ha contagiato con una strana sindrome dell’anima. "

Potrebbero benissimo essere parole di un sopravvissuto alla Shoah… 
In realtà sono parole di Wasim Said, sopravvissuto al genocidio a Gaza autore di questa testimonianza esclusiva:

https://www.ladedizioni.it/prodotto/linferno-del-genocidio-a-gaza/

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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