Andrea Zhok - Il P.U.N. e il suo Duca

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Per chi non avesse ancora capito la situazione, Mario Draghi è la Troika, entrata da noi su gentile invito, che ora sta governando con un supporto plebiscitario di partiti che costituiscono a tutti gli effetti un Partito Unico Neoliberale.
 
E' importante capire che questa NON è un'iperbole.
 
L'agenda che unifica il 100% dei partiti in parlamento (nella misura in cui hanno un'agenda, molti sono là semplicemente perché aspettano il 27 del mese) è legata ad un'idea di Stato il cui unico compito è di ottimizzare le funzionalità di mercato e di introdurre meccanismi di mercato dove ancora non ci sono (e questa è la definizione di stato neoliberale).
 
Secondo la classica definizione di David Harvey:
 
il Neoliberalismo è "una teoria delle pratiche economico-politiche che propone che il benessere umano sia promosso al meglio liberando iniziative e capacità imprenditoriali individuali, entro una cornice istituzionale caratterizzata da forti diritti di proprietà privata, liberi mercati, e libero commercio. Il ruolo dello Stato è di creare e preservare una cornice istituzionale appropriata a tali pratiche. Lo Stato deve garantire, ad esempio, la qualità e integrità della moneta. Deve anche disporre quelle strutture e funzioni di natura militare, difensiva, poliziesca e legale richieste per assicurare i diritti di proprietà privata e per garantire, con la forza se necessario, il funzionamento adeguato dei mercati. Inoltre, se mercati non esistono (in aree come la terra, l’acqua, l’educazione, la sanità, la sicurezza sociale o l’inquinamento ambientale) allora essi devono essere creati, con l’azione dello Stato se necessario."
 
In questa visione il funzionamento dei mercati è il Bene.
 
Il resto della società, dell'ambiente, dell'umanità, del mondo sono strumenti secondari da adattare al perseguimento del Bene.
Lo Stato può intervenire, anche duramente, ma solo come funzione ausiliaria per manipolare gli strumenti utili al perseguimento del Bene.
 
Il PNRR è una grande manovra di condizionalità, simile a quelle che hanno operato per decenni nel Terzo Mondo, manovrate allora dal Fondo Monetario Internazionale o dalla Banca Mondiale (ora dall'UE): soldi, prevalentemente nella forma di prestiti a interessi bassi, in cambio di riforme che facilitino l'esercizio della sovranità da parte dei mercati.
 
Con assoluta regolarità questo tipo di riforme conduce ad un ulteriore allargamento della forbice sociale tra abbienti e non abbienti (che coincide in sempre maggior misura con la differenza tra la minoranza di chi vive di capitali fruttiferi e la maggioranza di chi vive del proprio lavoro).
 
Tutto ciò in Italia viene portato a termine con il sostegno totale di tutti i poteri che contano (Confindustria, Media, Parlamento), da un capo del governo che non risponde a nessuno (non almeno in Italia), e che reagisce tra lo stizzito e l'annoiato a qualunque atteggiamento che non sia un solerte battere i tacchi.
 
Gli stessi partiti, nella misura in cui avessero qualche dubbio, sono ricondotti all'ordine dalla minaccia delle dimissioni del Salvatore (con tacita minaccia di un riacutizzarsi dello spread) e con il timore di venire distrutti mediaticamente se dovessero ostacolare il lavoro dell'Unto del Signore.
 
Qui sotto, per chi si stupisce dell'attuale discussione sulle pensioni, le raccomandazioni del PNRR.
 
 
E a chi parla di "dittatura" rammento che non è esatto: le dittature storicamente note, magari all'estero, un'opposizione ce l'avevano.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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