Cuba all’ONU: le sanzioni unilaterali sono violenza economica contro i popoli

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Nel primo Día Internacional contra las Medidas Coercitivas Unilaterales, la delegazione cubana ha pronunciato uno degli interventi più forti davanti all’Assemblea Generale dell’ONU. L’Avana ha denunciato le sanzioni imposte senza mandato del Consiglio di Sicurezza come “strumenti di castigo politico” che colpiscono intere popolazioni con la stessa aggressività della violenza diretta.

Cuba ha ricordato che oltre 76 Paesi in via di sviluppo - più di un terzo della popolazione mondiale - soffrono oggi gli effetti di misure unilaterali presentate da Washington come “pressioni diplomatiche”, ma che violano apertamente il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Tra marzo 2024 e febbraio 2025, i danni economici subiti da Cuba superano i 7,5 miliardi di dollari: difficoltà nell’acquisto di alimenti, carburante, medicinali e beni essenziali. “L’impatto umanitario è devastante”, ha ribadito la delegazione.

L’intervento ha accusato gli Stati Uniti di voler decidere “chi vive, produce, commercia e si sviluppa”, imponendo castighi economici senza legittimità e senza alcun controllo multilaterale. “Nessun Paese può porsi sopra il diritto internazionale”, ha affermato l’ambasciatore cubano. Cuba ha sostenuto la creazione dell’Advisory on Unilateral Coercive Measures come strumento per documentare gli effetti reali delle sanzioni e ha rinnovato la solidarietà con tutti i popoli colpiti, chiedendo la loro abolizione immediata.

La delegazione ha concluso ricordando che l’Assemblea Generale ha una responsabilità storica: impedire che le sanzioni unilaterali si normalizzino come arma geopolitica e “eliminare queste misure inumane per non lasciare indietro nessuno”.


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