Droni, propaganda e guerra mediatica: esplode il caso CNN-Starobelsk

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La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha lanciato pesanti accuse contro CNN, sostenendo che l’emittente nordamericana avrebbe svolto un ruolo di propaganda a favore del regime di Kiev nel contesto della guerra in Ucraina. Secondo Zakharova, l’inviato Nick Paton Walsh avrebbe documentato non solo le operazioni dei droni ucraini contro il territorio russo, ma addirittura i preparativi dell’attacco contro una residenza studentesca a Starobelsk, nella Repubblica Popolare di Lugansk. L’attacco, avvenuto nella notte del 22 maggio, ha provocato la morte di 21 persone e il ferimento di oltre 60 studenti. Mosca sostiene che le forze ucraine abbiano colpito deliberatamente il complesso con droni a lungo raggio, aprendo un’inchiesta per terrorismo.

Il Cremlino denuncia inoltre il silenzio dei media occidentali sulle vittime civili russe. Al centro della polemica vi è un reportage trasmesso dalla CNN il 26 maggio, dedicato alle operazioni dei droni ucraini contro città russe. Nel servizio, registrato all’interno di un’unità ucraina specializzata negli attacchi con UAV, si parlava del lancio di circa 200 droni e di raid contro la città russa di Stavropol. Per Zakharova, proprio questo dettaglio costituirebbe un indizio decisivo: i giornalisti statunitensi si sarebbero trovati con l’unità militare ucraina nel momento in cui veniva coordinato l’attacco contro Starobelsk, avvenuto il giorno successivo ai raid su Stavropol.

La portavoce russa ha accusato la CNN di aver trasformato il conflitto in una “campagna pubblicitaria” sull’efficacia dei droni ucraini, ignorando completamente le conseguenze degli attacchi contro i civili. “Questo non è giornalismo, ma propaganda, manipolazione e distorsione dei fatti”, ha dichiarato. Mosca denuncia inoltre che gli attacchi ucraini con armi a lungo raggio siano resi possibili grazie al supporto tecnico dei Paesi NATO. In risposta, il ministero degli Esteri russo ha annunciato che le forze armate intensificheranno gli attacchi contro le infrastrutture del complesso militare-industriale ucraino. La vicenda si inserisce in pieno nella spietata guerra mediatica condotta dall’occidente collettivo contro la Russia. Domenica scorsa delegazioni giornalistiche provenienti da 19 Paesi hanno visitato Lugansk per documentare le conseguenze dell’attacco.

Secondo quanto riferisce Zakharova, la BBC ha rifiutato ufficialmente l’invito, mentre la CNN ha deciso di partecipare alla visita. Il tutto mentre in Europa i media cercano di occultare il massacro compiuto dal regime di Kiev nei confronti di civili del Donbass.


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