Fare come “Amen” per mandare in tilt l'Electronic Hasbara di Israele

1526
Fare come “Amen” per mandare in tilt l'Electronic Hasbara di Israele

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

Leggendo in questi giorni post, interviste e commenti sulla Global Sumud Flotilla, due cose emergono drammaticamente: i) i social sono infestati da bot di Israele, che almeno dal 2010 si serve delle nuove tecnologie per indirizzare l’opinione pubblica; ii) la missione ha raggiunto il suo obiettivo strategico, i volontari hanno vinto.


1. Electronic Hasbara
. Già nel 2010 era chiaro che la guerra aveva acquisito un’ulteriore dimensione: i cyberspazio. L’arrembaggio della Mavi Marmora fu uno dei primi banchi di prova. Alcuni giornalisti come Amir Mizroch avvertirono che l’”offensiva comunicativa” di Israele sui nuovi media era stata un “fallimento totale”. Il maggiore Avital Leibovich dell'ufficio stampa estera dell'esercito israeliano indicò la strada: "La blogosfera e i nuovi media rappresentano un'altra zona di guerra. Dobbiamo essere rilevanti anche qui".

Precedentemente nel 2009, per arginare i sentimenti anti-israeliani diffusi tra gli europei a causa dell’operazione Piombo Fuso, il ministero degli Esteri iniziò a reclutare volontari sotto copertura per diffondere il punto di vista di Israele:

"Parleranno come navigatori di Internet e come cittadini, e scriveranno risposte che sembreranno personali ma saranno basate su un elenco di messaggi preparato dal Ministero degli Esteri", dicevano i funzionari. Questo progetto fu formalmente aggiunto al bilancio statale nel 2009 sotto la rubrica "Squadra di guerra su Internet".

L’iniziativa prese piede e, nel 2013, il Jerusalem Post rivelò il piano dell’Ufficio del Primo Ministro per reclutare studenti per difendere Israele su Facebook e Twitter. In particolare le “unità clandestine” avrebbero dovuto rispondere ai post che chiedevano sanzioni e boicottaggi contro Israele. Il piano sarebbe costato 530.000 sterline. Gli studenti però non venivano pagati con un reddito ma, formalmente, ricevevano una borsa di studio. Il progetto era destinato ai ragazzi con competenze linguistiche per poter dialogare con gli europei nella loro lingua.

Con lo sviluppo delle tecnologie Israele è passato dalle persone ai bot basati sull’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto annuale Bad Bot Report della società di cybersicurezza Imperva, una sussidiaria di Thales, l'automazione basata sull'intelligenza artificiale è “diventata una forza primaria nel plasmare il panorama digitale , marginalizzando progressivamente l'attività umana online. In Israele, soltanto il 46% del traffico internet è umano”. I bot AI oltre a influenzare l’opinione pubblica, possono addirittura effettuare attacchi informatici.

A dare slancio a questa sostituzione è stata la guerra a Gaza. Dal 7 ottobre, i social si sono riempiti di account filo-israeliani, mentre prima erano egemonizzati da posizioni filo-palestinesi. Secondo i ricercatori libanesi Ralph Baydoun e Michel Semaan, della società di consulenza in comunicazione strategica e ricerca InflueAnswers , che hanno monitorato i comportamenti degli utenti social, la strategia è quella di creare in pochi minuti decine di reazioni negative ai commenti anti-israeliani.

"L'idea è che se un attivista [filo-palestinese] pubblica qualcosa, entro cinque... 10... o 20 minuti o un giorno, una quantità significativa di [commenti al suo post] saranno filo-israeliani", ha detto Semaan. "Quasi ogni tweet viene essenzialmente bombardato e invaso da moltissimi account, tutti i quali seguono schemi molto simili, tutti i quali sembrano quasi umani."

Ma non sono umani, sono bot che invadono lo spazio mediatico, marginalizzando le posizione avverse e creando una bolla virtuale di consenso verso Israele. Il principio sottostante è: la realtà virtuale plasma la realtà esistente.

Nel maggio del 2024 Meta Platforms ha dichiarato di aver smantellato una rete di influenza su Facebook e Instagram, progettata per condizionare l'opinione pubblica a favore di Israele in merito alla guerra a Gaza e che utilizzava materiale apparentemente generato tramite intelligenza artificiale (IA) nell'ambito delle sue operazioni.

La campagna era collegata a una società di marketing politico di Tel Aviv chiamata STOIC. Nel mirino della rete, gli utenti di Stati Uniti e Canada. Gli account falsi si spacciavano per "studenti ebrei, afroamericani e cittadini 'preoccupati'" e condividevano post che elogiavano le azioni militari di Israele e criticavano l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Regno Unito (UNRWA) e le proteste nei campus universitari.

Non sono questi gli unici modi con cui Israele ha tentato di condizionare e manipolare l’opinione pubblica mondiale in suo favore tramite l’Electronic Hasbara. Secondo il Times, sempre nel 2024, STOIC ha ricevuto dal ministero della DIASPORA 2 milioni di dollari per influenzare i congressisti democratici a favore di Israele, ritenendo il loro consenso a rischio a causa del genocidio a Gaza.

Israele, attraverso la gestione di bot basati sulla AI, avvelena le discussioni sui social e prosegue in altri paesi la politica di disumanizzazione dei palestinesi e di polarizzazione della società, ovvero della generazione di odio. Molti dei commenti social odiosi e disumanizzanti ai contenuti relativi a Palestina e Flotilla sono riconducibili ad account anonimi, dunque presumibilmente bot israeliani.

Fare come “Amen”. Cosa fare durante un genocidio quando si vive dalla parte dei carnefici? La risposta a questa domanda ce la danno la storia e il cinema. La storia ci dice che l’unico modo è la via militare, come quella che l’Unione Sovietica impartì al III Reich. Di certo non saranno l’Italia né le cosiddette “democrazie liberali” a fermare i piani di sterminio di Israele. Quindi non ci resta che affidarci al cinema. A Costa-Gravas, per l’esattezza.

Nel capolavoro “Amen”, il cineasta greco-francese indica la strada: quando si vive dall’altro lato del filo spinato, l’unico modo per “salvare la propria anima” è entrare dentro il filo spinato. Il protagonista del lungometraggio realizzato nel 2002, Padre Roberto Fontana, una volta scoperto l’orrore dei lager, dello zyclon B, si fa arrestare durante un rastrellamento e sale sul treno piombato che lo porterà ad Auschwitz, dove morirà in una camera a gas assieme ad ebrei e altri internati. Il carnefice prende consapevolezza e sceglie di diventare vittima. È questo il senso della Flotilla.

Centinaia di volontari da tutto il mondo sono saliti, salgono e continueranno a salire per dimostrare con i loro corpi, le loro ferite, i loro volti tumefatti di cosa è capace la violenza di Israele. Per essere testimonianza vivente di cosa è capace il sionismo. E in questo l’obiettivo è stato raggiunto. Nonostante i milioni di dollari spesi da Israele in hasbara. 

 

Clara Statello

Clara Statello

Clara Statello, laureata in Economia Politica, ha lavorato come corrispondente e autrice per Sputnik Italia, occupandosi principalmente di Sicilia, Mezzogiorno, Mediterraneo, lavoro, mafia, antimafia e militarizzazione del territorio. Appassionata di politica internazionale, collabora con L'Antidiplomatico, Pressenza e Marx21, con l'obiettivo di mostrare quella pluralità di voci, visioni e fatti che non trovano spazio nella stampa mainstream e nella "libera informazione".

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici di Paolo Desogus I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO di Marinella Mondaini La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina di Giuseppe Giannini Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina

Un governo di principianti. L'esecutivo in cerca di elemosina

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti