Dai velivoli del 1996 alla crisi attuale: Cuba denuncia la strategia USA

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Dai velivoli del 1996 alla crisi attuale: Cuba denuncia la strategia USA

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L’Avana torna a mobilitarsi contro Washington dopo la decisione del Dipartimento di Giustizia statunitense di accusare Raúl Castro per l’abbattimento, nel febbraio 1996, di due aerei da turismo dell’organizzazione anticastrista “Hermanos al Rescate”. Migliaia di persone si sono riunite alla Tribuna Antimperialista della capitale cubana, a pochi metri dall’ex sede diplomatica statunitense, in una manifestazione convocata dalle organizzazioni giovanili, sindacali e studentesche dell’isola. Per il governo cubano si tratta di una “provocazione politica” e di un tentativo di riscrivere la storia di uno degli episodi più controversi delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti nel periodo post-Guerra Fredda. Secondo la versione ufficiale dell’Avana, i velivoli furono abbattuti mentre violavano ripetutamente lo spazio aereo cubano, dopo decine di avvertimenti diplomatici rivolti all’amministrazione Clinton.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito l’iniziativa giudiziaria una nuova aggressione contro la Rivoluzione, sostenendo che l’effetto prodotto sia stato opposto a quello desiderato da Washington: rafforzare l’unità interna e il sentimento antimperialista. Anche il Consiglio di Stato cubano ha condannato duramente l’azione statunitense, accusando gli USA di utilizzare le proprie istituzioni giudiziarie come strumenti di pressione politica contro Cuba. Nel comunicato ufficiale si denuncia inoltre il rafforzamento del blocco economico e delle misure coercitive dell’amministrazione Trump, considerate parte di una strategia di “asfissia” contro l’isola. Il caso riporta al centro dell’attenzione la storia di “Hermanos al Rescate”, gruppo con sede a Miami nato ufficialmente per soccorrere i balseros cubani nel tratto di mare tra Cuba e Florida. Secondo la ricostruzione cubana, però, l’organizzazione avrebbe progressivamente trasformato le proprie operazioni in azioni provocatorie contro L’Avana, effettuando voli non autorizzati sopra il territorio cubano e lanciando materiale propagandistico.

Una delle voci più dure contro l’iniziativa statunitense è quella di Gerardo Hernández Nordelo, ex agente cubano detenuto per anni negli Stati Uniti e oggi figura di primo piano nei Comitati di Difesa della Rivoluzione. Hernández sostiene che l’accusa contro Raúl Castro sia priva di fondamento legale e morale e rappresenti un possibile pretesto per un’escalation contro Cuba. Secondo Hernández, il fondatore di “Hermanos al Rescate”, José Basulto, avrebbe avuto legami diretti con la CIA e un lungo passato di attività armate contro Cuba sin dagli anni Sessanta. L’ex agente cubano ricorda che il Ministero degli Esteri dell’isola inviò almeno 25 note diplomatiche a Washington per denunciare le violazioni dello spazio aereo e chiedere il ritiro delle licenze di volo ai piloti coinvolti. La versione cubana insiste su un punto centrale: gli Stati Uniti erano stati ripetutamente avvertiti dei rischi derivanti dalle incursioni aeree e non intervennero per fermarle. Per L’Avana, dunque, la responsabilità politica dell’incidente ricadrebbe proprio su Washington. Ma oltre alla disputa storica, il nuovo scontro assume una forte dimensione geopolitica ed elettorale. Secondo Hernández, i settori più radicali dell’esilio cubano in Florida starebbero utilizzando il caso per rilanciare la retorica anticubana in vista delle elezioni statunitensi di medio termine, alimentando tensioni utili al consenso interno repubblicano. L’ex agente cubano spinge però l’analisi ancora più in là: l’incriminazione di Raúl Castro potrebbe servire a costruire una giustificazione politica e mediatica per future azioni ostili contro l’isola, inclusa un’eventuale aggressione militare.

Una possibilità che a Cuba viene evocata con crescente preoccupazione, soprattutto nel contesto dell’inasprimento del blocco economico e dell’aggravarsi della crisi energetica interna. L’Avana cerca quindi di trasformare il caso in un nuovo momento di mobilitazione nazionale. La figura di Raúl Castro per Cuba rappresenta un simbolo dell’indipendenza cubana e della resistenza contro oltre sessant’anni di blocco, pressioni e minacce statunitensi.


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