Hong Kong: a rischio la libertà di stampa

I giornalisti della città di stato si ribellano alla proposta liberticida di Pechino

1868
Hong Kong: a rischio la libertà di stampa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

I giornalisti di Hong Kong hanno utilizzato lunedì i 5 principali quotidiani della città tornata sotto sovranità cinese dal 1997 per chiedere il ritiro della proposta liberticida di Pechino sulla regolazione dell'accesso all'informazione. 
“La segretezza alimenta la corruzione”. Con questo titolo, riporta Afp, 1800 tra reporter, professori di giornalismo e studenti hanno pubblicato una petizione nella forma di un editoriale pubblicità di un'intera pagina in cinque quotidiani locali. Dopo che alcuni dettagli delle informazioni in possesso dei direttori dei giornali di Hong Kong erano stati usati in una serie di rapporti d'investigazione che hanno svelato il benessere economico di alcuni alti ufficiali governativi cinesi, Pechino ha proposto una nuova legge per restringere l'accesso d'informazione. Nella proposta di legge si arriva a minacciare i direttori del ritiro della carta d'identità e passaporto per le loro pubblicazioni.“Libertà di stampa e di libera circolazione delle informazioni è una pietra miliare del successo di Hong  Kong”, si legge nella petizione, che, nello specifico, chiede al governatore della città Leung Chun-ying di “ritirare questa regolamentazione retrograda e vergognosa , che infrange la libertà di stampa”. 
L'ex colonia britannica, che è tornata alla sovranità cinese nel 1997, mantiene uno status di semi autonomia che garantisce le libertà civili – incluso la libertà di stampa – non rispettate nel resto del territorio cinese. La proposta ha prodotto una rivolta dei giornalisti e arriva tra le preoccupazioni sull'ingerenza di Pechino negli affari locali e dopo un numero di rapporti focalizzandosi su benessere ed azioni dell'elite corrotta al governo della Cina.
Noti i rapporti pubblicati di Bloomberg -  che ha dichiarato di aver usato le informazioni di Hong Kong per pubblicare nel giugno scorso i legami economici e corporativi dalla famiglia del neo presidente Xi  Jinping – e del New York Times, che ha dichiarato di aver usato informazioni di Hong Kong sul noto rapporto pubblicato nell'ottobre scorso che testimoniava come la famiglia del primo ministro cinese Wen Jiabao possedesse un patrimonio complessivo da 2.7 miliardi di dollari. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo! di Francesco Santoianni Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky di Alessandro Bartoloni Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti